I Wilco

Jeff Tweedy e band stregano il pubblico del Mazda Palace

I Wilco sono arrivati in Italia il 5 settembre per partecipare al Festival Kals' Art  di Palermo. Camminando ieri nelle vicinanze del Mazda Palace a qualche ora dall'inizio del concerto alla Festa dell'Unità di Milano, ho ascoltato casualmente il discorso di una mamma alla figlia quindicenne: "Questa non è mica la robetta che ascolti tu. Questi sono ai massimi livelli mondiali..." Nella mia romantica interpretazione ho immaginato la signora che trascina la figlia fuori casa per portarla ad assistere ad un evento musicale storico. Si tratta infatti di una occasione più unica che rara a Milano per ascoltare dal vivo una delle band più interessanti del panorama d'oltreoceano.

La prestazione dei Wilco, paladini della ricercatezza e della audacia indie, non lascia adito ad alcun dubbio. Capeggiati da Jeff Tweedy, i sei componenti della band hanno regalato momenti emozionanti agli amanti dei classici country-blues degli anni '60, dai Beatles ai Lynyrd Skynyrd. Questi momenti si sono trasformati, in modo sonoramente progressivo, in momenti noise e decadentemente post-rock.

Fra i continui scambi e cambi di strumenti e posizioni sul palco, la band ha sfornato dal repertorio la maggior parte dei pezzi forti tratti dagli ultimi album "A ghost is born" e "Yankee Hotel Foxtrot", grande capolavoro per la critica e divenuto famoso per via delle vicissitudini legali ad esso legate: i Wilco, di fatto, avevano riacquistato per 50,000 $ il disco dalla casa discografica che non voleva pubblicarlo ritenendolo "poco vendibile". Successivamente l'etichetta indipendente Nonesuch ne ha venduto 3 milioni di copie.

Milano ricorderà questa serata indimenticabile che, oltretutto, vanta anche di essere stato l'unico appuntamento gratuito del "A ghost is born" tour.