Gilberto Gil

Alla Milanesiana il cantautore brasiliano coinvolge il pubblico e ci porta in Brasile

Sapevamo che Gilberto Gil avrebbe stupito la platea della Milanesiana 2005 ma non a questo punto. Non al punto di farci vivere un tuffo pieno nell'atmosfera brasiliana, terra magica di mille sogni che negli sessanta ha dato vita al "tropicalismo", movimento culturale e politico sostenuto dallo stesso cantautore di Salvador De Bahia assieme ad altri grandi come Caetano Veloso.

"Da quando ricopro l'incarico di ministro della cultura in Brasile - esordisce Gil - non riesco più a scrivere canzoni nuove. Mi dedico alla musica un mese all'anno e quest'estate in questo mese c'è anche la tappa milanese". Accompagnato dai compagni d'avventura Sergio Chiavazzoli (chitarra), Cicero Assis (Tastiere),  Marcos Sudano e Gustavo Di Dalva (percussioni), questo tour Eletracustico approdato il 3 luglio al teatro Dal Verme è un'esplorazione nella memoria musicale di Gilberto Gil, all'insegna del suo sperimentalismo e alle sue innovazioni, quando a seguito della dittatura degli anni sessanta, fu costretto ad un lungo e doloroso esilio.

La scaletta è emotivamente ricca: da "Aquile Abraço" a "Palco", da "A Novidade" a Xodò, fino ai remake musicali dal sound brasiliano di "Imagine" del pacifista Lennon e di "No Woman No Cry" del ribelle Marley. La platea ingessata della Milanesiana si scatena e balla con Gilberto Gil.

Tra il pubblico c'è anche Vittorio Sgarbi, che per un momento dimentica il suo ruolo istituzionale, e si lascia rapire da questa folgore del Sud che all'età di 62 anni riesce ancora a farci emozionare, riflettere e ritrovare sapori che l'Occidente perde di secondo in secondo.