Franco Battiato

Due giorni con il Maestro all'Alcatraz

Più veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare.
Silenzio, pazienza.
Come una cura, si muove nella sua danza che fa girar tutto intorno alla stanza, lui, il Maestro degli esseri speciali, Franco Battiato.
Distorce le parti più profonde del mio corpo con la visceralità dell’elettronica e la poesia della mente.

Viaggio alla ricerca di un centro di gravità permanente, attraverso l’era perduta del cinghiale bianco, ove l’età dell’oro rimpinguava le bocche degli dei e le bocche saccenti dei veggenti proferivano terribili parole, temute da un’umanità neoprimitiva che ora si rende schiava di una mostruosa creatura, il fanatismo, ora va alla conquista di spazi interstellari.

I riflettori rubano la luce turchese e brillante ai miei occhi e me la rendono facendo fiorire rose tra le colonne ioniche della vaneggiata antichità classica.
Rincorro il vento e mi sorprende la stagione dell’amore, con un altro entusiasmo che mi fa pulsare il cuore e nuove possibilità per conoscersi. Faccio un autodafè dei miei innamoramenti, ma cos’è il sesso senza sentimenti?

Non presto orecchio alle menzogne, non mi contageranno i maligni, perché le aquile non volano in stormi.
Il Maestro ci canta di strani giorni e soffre in silenzio i danni del tempo. Il suo silenzio prende forte la parola ed io cedo alla sua saggezza, sposalizio mistico di saggi precursori.

Musiche visionarie ed allucinazioni, ritmi ossessivi, riti tribali, nenie di sciamani e suonatori zingari dell’est.
Con la potenza di un subvoofer ai massimi livelli, la musica trafigge le membra. Ondeggio ad occhi chiusi, sul ciglio dell’esistenza, pronta, o meno, a saltare attraverso la porta dello spavento supremo.

Il Maestro, spettacolare per la semplicità della sua comunicatività, si diverte come un infante nel delirio del proprio mondo ermetico, a cui vuol che gl’altri s’affaccino.
Ricerco la sua presenza per trovare la mia essenza.
Una paloma mi apre la bocca in un sorriso ed il mio corpo è intento a ridere e danzare, lontano da ogni malinconia.
E’ in atto uno shock in my town e la cibernetica segue il suo corso. Libro le braccia come ali d’uccelli...oh, voi pennuti che cambiate le prospettive al mondo, con movimenti impercettibili, portatemi con voi alla scoperta del nostro sistema solare...

Lascio tutto e mi seguo, ho un sentimento nuevo nel cuore.
La mia pelle, ancor più bianca, risplende di luna piena... ed è bellissimo perdersi in quest’incantesimo.

di Melissa Mattiussi