Elvis Costello

Live all'Auditorium di Milano

Fino a pochi minuti prima del concerto, c’era ancora gente al botteghino che cercava di accaparrarsi gli ultimi biglietti. Del resto, come si fa a rinunciare ad un’esibizione live di Elvis Costello, quando si sa che in scaletta ci sono anche vecchi brani arrangiati? L’Auditorium di Milano, tempio indiscutibile della musica classica, ieri ha spalancato le porte al grande musicista londinese, che è ritornato in Italia assieme alla formazione degli Imposters per farci vivere un’esplosione di buon rock ‘n’ roll, con punte alte di punk e new wave.

Ne è passata di acqua sotto i ponti dai tempi del debutto: era il 1977, il punk imperversava nei quartieri londinesi e Costello si impose al pubblico con l’indimenticabile “My Aim is True”. Da allora una irrefrenabile scalata verso il successo, coronata da collaborazioni illustre, come quella nel 1987 con l’ex-beatle Paul McCartney per l’album “Flowers in the Dirt”.

Accompagnato dalle testiere di Steve Nieve, il basso di Davey Faragher e la batteria di Pete Thomas, Costello saluta il pubblico caldo dell’Auditorium, grattugiando dalla sua chitarra alcuni titoli del suo ultimo album “Delivery Man”, tra cui la memorabile title-track, la penetrante “Country Darkness”, e la stuzzicante “Monkey to Man”.

Tuttavia, è la nostalgia a prendere il sopravvento al fine di rendere necessaria la costruzione di un ponte tra presente e passato: il classico si tuffa nel folk, il rock affoga nel rhythm ‘n’ blues, e il songwriter inglese da buon artigiano regala agli spettatori intense e sofisticate miniature. Una pesca dal meglio del suo repertorio, fino ad arrivare a Sgt. Pepper’s, che appaga i più nostalgici, coloro che ancora rimpiangono quel “pop sinfonico di elegantissima calligrafia” del Costello dei primi anni ottanta. Tra il cambio di una chitarra e un’altra – Costello ne ha alterate più di dodici nelle due ore di spettacolo –  Elvis dialoga con il suo pubblico, tirando fuori uno humor britannico davvero sferzante.

Al termine, concede qualche bis più del previsto e il pubblico – tra cui anche il cantautore Enrico Ruggeri –  abbandona i posti a sedere per andare a cantare con lui sotto al palco.
Speriamo di rivederlo presto a Milano, magari all’Auditorium tra gli esecutori del suo lavoro orchestrale “Il Sogno”.

di Rosario Pipolo