David Murray

Il potere della musica ieri al Blue Note con la Latin Big Band

Il potere della musica.David Murray Band
E' quello che si è visto ieri al Blue Note di Milano.
Davanti ad una platea varia, anche se non troppo numerosa, di esperti e profani del jazz, David Murray e la sua Latin Big Band hanno letteralmente trascinato il pubblico lungo quegli spartiti che lui srotolava sul palco .

Su quei papiri di sensazioni tradotte in note c’erano 5 composizioni originali per il suo sax e gli altri 15 componenti della Band, tutti cubani.
Tutti con la semplicità di quell’isola, l’amore puro per la musica e l’emozione, disegnata nei loro occhi, di essere lì con Murray.

"Con i colori di Cuba e la forza della musica vogliamo uscire da una vita con poche opportunità" mi ha detto il sassofonista Moises Marquez Leyva "e questo grazie a Murray" prosegue.
Quel Murray che a fine concerto mi ha raccontato dei viaggi a Cuba con la moglie e i tre figli dove ha conosciuto e raccolto questa band, ammirato dal loro feeling per la musica e la voglia di ricercare e fondere generi e suoni.

La logica del dare una chance attraverso la musica la si nota nell’età di molti musicisti, giovanissimi. I colori e la magia dell’isola è palese nel loro modo di suonare, puro, entusiasta, stupito.
Da menzionare il batterista Oliver Valdes Rey, 23 anni, mostruoso; il trombettista del mambo, suonato anche da un altro giovane sassofonista, semplicemente geniale nell’improvvisazione.

Il terzo brano, "Blue View" vede altri solisti bravi, ma è il fraseggio di sax in coppia di Ariel Bringuez Ruiz e Roman Filiu O’Reilly in "We love You Milan" e l’intro al piano di Roberto Julio Carcasses nell’ultimo "Kind of Love" che si raggiunge un livello degno del nome storico che porta il Blue Note.
L’ultimo brano si completa con la performance al sax di David e con il miglior trombettista della band.
Esausti, ma appagati li lascio mentre si preparano al secondo concerto della serata.
Al prossimo ascolto,
Pacca.


di Stefano Pasquali