D'O d'Oro

Lo chef Davide Oldani, del ristorante D'O di Cornaredo, premiato con l'Ambrogino d'Oro

La stella ce l'aveva già. E ora, Davide Oldani ha pure ricevuto un riconoscimento importante: l'Ambrogino d'Oro, il premio che ogni anno il capoluogo lombardo riserva a coloro che si sono distinti per meriti particolari e che hanno contribuito ad accrescere il prestigio di Milano. Lo ha ritirato domenica 7 dicembre dalle mani di Letizia Moratti, nella bella cornice del Teatro dal Verme.

D'O DI PETTO - E così, dopo Gualtiero Marchesi, Aimo e Nadia Moroni e Carlo Cracco, anche lo chef Davide Oldani, del ristorante D'O di San Pietro all'Olmo, a Cornaredo, è stato insignito della dorata medaglia ambrosiana. Proprio nel giorno della Prima della Scala, con le note del verdiano Don Carlo a far da sfondo. Tanto, il vero D'O di petto è stato proprio quello del geniale Davide. "È la mia città che mi premia e mi rende felice, perché riconosce la bontà del mio operato", dichiara Oldani. "E la ringrazio per questo premio che è una conferma del mio impegno. Credo, infatti, che alla base ci sia il riconoscimento del rispetto che ho verso la cucina tradizionale e le mie radici, da cui parte tutto il mio essere pop".

PAPPE POP - Del resto, si sa. Il merito del bravo Davide è proprio quello di aver democratizzato l'alta cucina. Quello di averla resa accessibile al vasto pubblico dei buongustai grazie a prezzi modici e ricette "povere" ma belle, vere, sincere, gustose e armoniose. Che privilegiano ingredienti di stagione e di qualità ma non necessariamente altisonanti e aristocratici. Anzi, il più delle volte popolarissimi. Come la celeberrima cipolla caramellata con gelato e salsa al Parmigiano calda e fredda, tondeggiante gioco di diverse consistenze, temperature e cromie diverse. Amabile duetto fra dolce e salato. Palese esempio di sublimazione della semplicità in nobiltà. Perfetta sintesi di oldanità. E risotti, trippe, creste di gallo e animali dell'aia applaudono lieti a colui che li fa salire sul trono gourmet.