Crosby, Stills e Nash

Indimenticabile performance del trio californiano alla Villa Reale di Monza

Sono invecchiati David Crosby, Stephen Stills e Graham Nash. L'età passa per tutti anche per il trio californiano che sabato 9 luglio ha trasformato il palco della Villa Reale di Monza in un ring dove fanno a cazzotti energia,nostalgia e voglia di stare insieme.

Sì, perché lo sappiamo bene come vanno a finire le reunion: spesso si rivelano beffarde operazioni commerciali. Mi viene in mente l'ultimo tour di Simon e Garfunkel. Ma per Crosby, Stills e Nash è diverso e lo si capisce fin dal momento in cui salgono sul palco sotto il cielo nuvoloso di una serata che dell'estate ha quasi poco.

Ad aprire il concerto di Monza è il brano "Carry on". Il primo tempo è elettrico nello spirito dei musicisti e nella tipologia della performance: da "Marrakesh express" a "Jesus of Rio", da "Feed the people" a "In my dreams", per far riferimento anche all'attentato terroristico che ha ferito Londra qualche giorno fa.

Il pubblico canta e applaude ricordando che quella  musica portata dai tre venti della West Coast americana ha ancora la forza di farci rizzare i peli dell'anima. Il pubblico è davvero eterogeneo. Ci sono giovani, papà e alcuni nostalgici che non vogliono ancora rassegnarsi all'idea che l'american dream è davvero stato sepolto.

La seconda parte del concerto è acustica, più intima. In scaletta ci sono "Guinevre", "Cichago", "Teach", e "Milky way tonight". Quello di sabato sera è stato un concerto estivo memorabile che per un momento ci ha fatto sognare di essere a Woodstock, dove la storica esibizione di Crosby, Stills e Nash divenne subito leggenda.