Bukowski - Confessioni di un genio

In scena fino al 29 febbraio al Teatro dell'Elfo di Milano

"Dovevo assaggiare le donne per conoscerle. Le esploravo meglio che potevo e vi trovavo dentro degli essere umani".
Sono parole di Charles Bukowski, scrittore e poeta degli eccessi, uno che ha firmato le sue opere con l'alcol diventando, alla fine degli anni sessanta, un caso letterario internazionale.

È il grande e poliedrico Alessandro Haber a farci rivivere in Bukowski - Confessioni di un genio (regia di Giorgio Gallione), le vicende tumultuose del genio ribelle di Buk, trasportandoci nella stanza buia, tetra e maleodorante di un uomo che aveva un disperato bisogno di donne, uno che scriveva, faceva sesso e fumava in modo iperbolico, uno che giocava ai cavalli, amava la solitudine e cambiava lavoro ogni settimana, uno che sublimava l'amore nel sesso sfrenato.
Accompagnato dalla splendida musica di un quartetto Jazz, il Velotti Battisti Jazz Ensemble, Haber-Bukowski trascina lo spettatore nel suo monologo interiore, un flusso di pensiero ininterrotto fatto di invettive, canti e manie compulsive. Prostitute, depresse, alcolizzate affollano la vita sofferta e disperata di Buk, poeta e filosofo barbone che diventa, suo malgrado, oggetto del desiderio di una moltitudine di donne alla deriva, attratte anche dall'mprovvisa notorietà dello scrittore.

Splendida l'interpretazione di Haber, che barcolla e al contempo volteggia su un palcoscenico pieno di bottiglie di birra, vestiti sporchi e libri di autori da lui amati e odiati. Straordinaria la sua capacità di farci rivivere la Los Angeles degli anni '50 e '60, con le sue memorabili Reading Session, in cui poeti e scrittori della generazione Beat leggevano in pubblico le loro poesie, urlando il loro dissenso verso l'establishment americano e inneggiando furiosi al dio dell'alcol e della trasgressione.

La musica jazz segue costantemente il ritmo sincopato delle parole di Haber, che si destreggia con estrema duttilità nel ruolo di paroliere, chansonnier, poeta dissoluto e iconoclasta.
Di fronte al pubblico un Haber assolutamente camaleontico, capace di emozionare, ammaliare, sedurre.
Dulcis in fundo: cinque minuti di applausi e una rivelazione dell'artista Haber-Bukowski. "Ho inciso un CD, "Il sogno di un uomo" ispirandomi al genio di Charles Bukowski. Compratelo, non vi deluderà. Parola di Alessandro Haber."


di Claudio Consiglio


Teatro dell'Elfo