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Mostra di un solo giorno al Teatro della 14ma. Prossimo appuntamento al 2005

Brand/NewLa mostra-evento organizzata dalla Chendler Management si è rivelata per il secondo anno consecutivo un valido punto di riferimento per un movimento artistico in fermento nella città di Milano. Sono emersi giovani e studenti che hanno presentato opere innovative. Dai materiali alla visionaria concezione, il fulcro della filosofia di Brand New è l’urbano.
Un evento unico in data unica. Il tutto si è consumato nella giornata di lunedì 21 giugno a partire dalle 18.00 fino a tarda notte.

Il Teatro della Quattordicesima si è rivelato una scelta eccellente, anche se per alcuni versi scomodo nel percorso. Superati i drappi rossi di velluto si entra nella dimensione dell’urbano re-interpretato. L’attenzione si focalizza sul palco dove si ergono un armadio, un bagno, una donna di sabbia, un televisore. Avvicinandosi alla donna di cenere –di Caterina Rossato- si rivela una proiezione su un cumulo di cenere. Il cumulo invita al tatto e, toccando e scavando, la donna mostra i suoi lati nascosti. Colori. Nello scavare, grazie a pigmenti inseriti nella cenere, i colori emergono autonomamente dalla coltre di asettico grigio.

undefinedL’armadio è semplicemente un armadio pieno di vestiti che sono semplicemente vistiti. Ma l’utilizzo e i ritocchi personali creano di essi l’opera unica, vera espressione di  noi stessi. D’altronde oggi cosa se non un abito ci aiuta nel comunicare?
Affacciandosi dal palcoscenico si nota che il teatro è ancora gremito di installazioni. Appese alle pareti, sulle sedie e sul soffitto lo sguardo continua ad essere stimolato.
Anche il bagno è centro di esposizione. L’urbano sono anche gli interni di casa nostra. E quindi il pubblico si trasforma in privato. Il bagno di un teatro diventa l’intimità di una casa, con accappatoi appesi, piante, saponi e appunti personali. Forse un po’ troppo realista, ma senza dubbio d’effetto.

Brand NewMeritano lode le proiezioni sul soffitto. Soggetti diversi si alternano in continuazione. Colori acidi che si espandono per poi ritrarsi, trasmettendo prima ansia e poi relax. Un uomo che si sdoppia per svolgere le funzioni quotidiane più normali e naturali, come quelle di una doccia e di un bisogno impellente, forse a rappresentare che il tempo non ci basta mai.

L’affluenza è stata massiccia sia al Teatro della Quattordicesima che al Gasoline Club, dove si è svolta la seconda parte della manifestazione. Tra un bicchiere e un altro, l’arte si è insediata anche lì. La musica è stata qualitativamente alta con l’arrivo dei Myselfs (www.myselfs.it) il giovane gruppo milanese di musica elettronica immancabile ad un evento come questo.
Appuntamento a l’anno prossimo, curiosi di sapere come saremo cambiati in 365 giorni.


di Federico Giunta

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