Bocephus King

Al Nidaba Theatre lunedì 9 febbraio

BocephusDue anni fa, in un memorabile concerto del grande John Hammond a Sesto Calende, si presentarono sul palco prima un immenso Peter Case e poi un trentenne canadese con piglio alla Tom Waits.
Sapeva stare sul palco come un perfetto cabarettista e con chitarra in mano spaziava dal Blues al Tex Mex, al Country per poi tornare al Rock con precise assonanze con predecessori di rango, ma senza scadere nel triste mondo delle cover asettiche.

Lunedì 9 febbraio 2004 ritrovo il canadese a suonare al Nidaba Theatre, uno dei baluardi della musica live pura rimasti in giro e, fra birre, gags, improvvisazioni, gemellaggi con musicisti locali, si spende il concerto acustico di? Bocephus King, al secolo Jamie Perry.

Ha come punti di riferimento musicali Tom Waits, Van Morrison, Hank Williams, Miles Davis, Taj Mahal, John Coltrane, nelle citazioni (cover ben reinterpretate) arriva fino a S.Earle.

BocephusLa sua produzione originale, che consta di quattro bei album, emergono tutte queste sue radici storiche e una capacità di creare immagini e personaggi, sceneggiature di una storia di cui, chi ascolta, diventa uno dei personaggi; capacità che si ritrova in pochi artisti (il cuore mi porta a citare Bruce Springsteen).

In una breve chiaccherata mi racconta di questi personaggi, di questi perdenti di cui parla, di come adori Charles Bukowski, il cimena, Federico Fellini, confermando di essere un animale nato per fare musica ... sale sul palco e comincia un pezzo, "8 ½" (indovinate dove ha preso quel titolo), che Ennio Morricone avrebbe tranquillamente preso per l'inizio di uno spaghetti western.
La prossima volte che Bocephus King dovesse passare dalle vostre parti, non perdetelo.




di Stefano Pasquali
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