Bar Rattazzo: addio!

Chiude lo storico locale di corso Ticinese che ha fatto il '68 davanti ad una birra

Nel cuore del quartiere Ticinese, un piccolo ma frequentato bar di quartiere sorgeva intonando una nota di originalità. Il locale protagonista è il noto Bar Rattazzo, lontano dalle mode del momento, decisamente non di grido, ed è per questo che bisogna dargli voce. Soprattutto ora che, ahimè, ha perso la sua battaglia contro i locali glamour e di tendenza, e si è visto costretto ad una tragica quanto repentina capitolazione. Dopo oltre 40 anni di storia che si è consumata tra queste pareti, Piero Rattazzo, proprietario dell'omonimo locale si è trovato costretto a chiudere e a vendere il suo amato bar.

PIERO RATTAZZO - Trasferitosi a Milano dal Piemonte quando era ragazzo, il sig. Piero inizia come barman presso uno dei luoghi che diverranno storia nella nostra città: la Crota Piemunteisa di Via Sacchi. Lavora per questa catena di locali tipici per diversi anni e, divenuto direttore, gira le varie sedi di Piazza Beccarla, Via Pontaccio, Via Rasori. Nel 1958 apre il suo primo negozio a conduzione famigliare in Via Sabotino 14. È una trattoria con mescita di vino, buona parte del quale di provenienza dal podere del Monferrato, con la madre in cucina. Nel 1962 apre il negozio di Corso di Porta Ticinese 83, le Cantine Rattazzo, dove vende vino fino al 1971 quando, allargando il locale, imposta la trattoria che conduce insieme alla moglie ed ai figli ancora oggi. Gli anni 60 sono tempi di fermento politico e culturale ed il popolare quartiere del Ticinese diventa l'epicentro della discussione dei movimenti e dei gruppuscoli che caratterizzeranno la scena politica della città. Tra le case di ringhiera si aprono sedi di partiti, associazioni, collettivi, librerie, stamperie ed editorie, piccoli studi d'arte. La trattoria diventa il fulcro di ogni attività, luogo dove ristorarsi e dar vita ad interminabili discussioni, confronti anche accesi ma, con la sapiente regia di Piero, la saggezza dovuta alla tradizione contadina, territorio neutro, pacificato. Qui si incontrano gruppi e posizioni in contrapposizione che nelle piazze di quegli anni si trasformano spesso in atti di violenza ma che nell'extraterritorialità della trattoria riescono, seppur in cagnesco, a convivere.

AMBROGINO D'ORO - "Per la dedizione, la passione, l'umanità con cui svolge da 43 anni la professione di ristoratore nello storico quartiere del Ticinese. Per avere trasformato la sua trattoria in un luogo di scambio culturale, sociale e politico dove il profitto è messo in secondo piano privilegiando la comunicazione e l'amicizia. Per essere anche oggi un punto di riferimento tra diverse generazioni, bisogni e desiderata e sapere eliminare frizioni ed attriti. Per aver inventato un momento particolare della giornata dove riuscire a riunire ancora oggi tantissime persone in convivio e relax e averlo trasformato in un "rito" che si consuma quotidianamente in ogni bar della città: l'happy hour. Per aver sempre aiutato le persone meno abbienti offrendo pasti caldi". Con queste motivazioni, Davide "Atomo" Tinelli, consigliere comunale di Milano, aveva proposto l'Ambrogino d'oro per Piero Rattazzo, a cui verrà consegnato nel dicembre 2005.

THIS IS THE END? - Tutto questo si vede che non è bastato per far vincere al Bar Rattazzo la battaglia contro chi lo giudicava scomodo, "sudicio" e di troppo. In questi primi giorni dell'estate del 2006 la saracinesca si chiude inesorabilmente a dare ombra ad un locale che trasuda di storia e di vite vissute, chiacchiere davanti ad una birra, confessioni e ricordi d'infanzia. In una Milano sempre più Global il bar era un'isola felice... Al Sig. Piero tanti auguri di buona fortuna.

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