Alla ricerca del Piccolo Principe

Spettacolo di beneficenza per i minori del carcere Cesare Beccaria

Sabato 18 il Teatro Sala Fontana ospiterà uno spettacolo molto particolare realizzato con alcuni minori del carcere Cesare Beccaria: Alla ricerca del Piccolo Principe.
Lo spettacolo teatrale è stato realizzato dal regista Giuseppe Scutellà a cui abbiamo rivolto alcune domande.

Teatro Sala Fontana

Ingresso
Euro 10,00

Orario
Ore 20.30


Intervista al Regista Giuseppe Scutellà

Salve Sig. Scutellà, innanzitutto complimenti per l’interessante iniziativa che sta portando avanti. É da lungo tempo che svolge laboratori teatrali con persone in condizione disagiate come i minori del carcere Beccaria di Milano?
La ringrazio, Roberta. E’ da Lungo tempo? Beh, proprio l’anno prossimo festeggeremo 10 anni di collaborazione con il carcere Beccarla!

10 anni?
Si, è dal 1995 che svolgiamo regolarmente laboratori teatrali per i minori reclusi. Quindi conosco molto bene le loro reazioni e i modi di instaurare un rapporto creativo con loro.
Il carcere é di sicuro un ambiente in cui il clima è delicato; i ragazzi posseggono un surplus di energia che viene ingabbiata all’interno del carcere e che minaccia come una bomba a miccia corta. Il teatro rappresenta per tutti noi e, a maggior ragione, per loro, uno strumento per esorcizzare questo impeto di energia. Fare Teatro aiuta a far dimenticare il posto in cui sono e trasportandoli in altre dimensioni sia intellettuali che spirituali. I ragazzi con cui lavoro lo percepiscono e si appassionano intensamente. Anche gli stessi operatori e assistenti del carcere notano una maggiore disponibilità e serenità nei ragazzi dopo aver fatto teatro.

Che età hanno in media i  minori del carcere ?
La maggior parte tra i 18 e i 21 anni, ma mi è capitato di lavorare in passato anche con ragazzi di 14 anni che spesso saltavano le lezioni per andare a guardare in televisione Arsenio Lupin!

Lei assegna dei testi da imparare o dei ruoli? Come si svolge il suo laboratorio?
No, assolutamente! Il mio lavoro si basa sulle improvvisazioni e da lì creiamo spunti per personaggi e storie. Ma le lezioni nascono assolutamente dalla loro creatività e volontà di mettersi in gioco. Il Teatro non è vissuto da loro come una chiave di forzatura, bensì come uno strumento importante per imparare a conoscersi e avere più contatto con le loro sensazioni.

Quindi la prendono come un gioco?
Certamente. Io svolgo con loro un tipo di teatro ludico con cui li aiuto ad estrapolare i sentimenti giocando. Anche il linguaggio che usiamo si adatta ai loro slang e ai loro modi di esprimersi. Ripeto, non intendo forzare in nessun modo. Anzi voglio cercare di dare via  libera alle loro qualità creative.

Arriviamo allo spettacolo "Alla ricerca del Piccolo Principe" in scena questo sabato. Quanto è attinente al testo originale "Piccolo Principe" di Saint Exupery?
Il testo è stato riadattato alle nostre esigenze in quanto il personaggio del Piccolo Principe ci risultava sempre un po’ saccente e presuntuoso di fronte alle figure più umane; abbiamo quindi dato più spazio ai personaggi minori che il piccolo principe incontra: il lampionaio, l’uomo d’affari, il geografo, il vanitoso, il re che ci sembravano più aderenti alla nostra realtà.

Lei pensa che da questa esperienza i ragazzi possano trarre qualche possibilità lavorativa, una volta usciti?
Quello che noi ci sforziamo di trasmettere in primis è un supporto a livello umano, poi all’interno della compagnia ci sono state persone che hanno imparato a svolgere ruoli di tecnici e fonici e che, dopo aver scontato la pena in carcere, hanno avuto degli sbocchi lavorativi.
Una cosa molto piacevole è che questi ragazzi, anche se sono oramai "fuori" dal carcere, non si lasciano alle spalle l’esperienza di teatro svolta "dentro" il carcere, anzi continuano attivamente a far parte della compagnia. Possiamo così immaginare ad un processo di flusso e riflusso città – carcere.

La ringrazio Sig. Scutellà, complimenti ancora per il suo lavoro e in bocca al lupo per lo spettacolo.
Crepi il lupo.

di Roberta Ruggiero