A Milano il gelato che si "degusta"

Da fresca golosità per combattere il caldo a vero oggetto di relax e sensualità

Milano è la città delle innovazioni, anche nel settore del gelato, che non si gusta, ma si degusta in luoghi dove tutto, dalle luci, ai decori, è curato nei minimi particolari, perché degustare il gelato diventa una vera e propria filosofia.
La tendenza di questa stagione spazia dal gelato drink, cocktail alcolico a base di gelato, che promette di diventare uno dei must 2005, a quello ecologicamente corretto, fatto con ingredienti naturali, sino al gelato d’autore.

La prima Gelateria nella quale poter vivere pienamente la "Degustazione del Gelato" è l’Antica Gelateria del Corso, aperta tutti i giorni dalle 8 alle 2 (unica nel suo genere), aperta in corso Como 9, negozio progettato dallo Studio Marianelli, che nello stile fonde tradizione e innovazione.
Qui il gelato si trasforma in una vera e propria forma d’arte, tra sciroppi, granelle e spezie, cannella, amaretto, papavero, peperoncino, aceto balsamico, che esaltano il gusto e non stravolgono la natura del prodotto; non mancano le cialde calde, fatte al momento, il Nevelatte, che affonda nella cioccolata, o le decorazioni colorate.
“Questa è una gelateria, ma è anche un luogo di sperimentazione da cui prende vita un processo di analisi e ricerca delle novità, senza mai dimenticare tradizione e  prestigio del brand” spiega Enrico Zanoni, Direttore Generale Divisione Gelati Nestlé.

Da Dolci Melodie in viale Umbria 66, poi, si degustano gelato di zucca, al lime, al latte di riso, al tiramisù primavera, affogati al caffè, crepes, waffel, maxi biscotti di origine belga da mangiare caldi, con Nutella, o gelato, in coppette pagliaccio per i più piccoli.

Ma c’è anche chi abbina il gelato a Internet. Riva Reno in via Col di Lana 8, propone gelato fatto ancora con metodi tradizionali, ma con la possibilità di navigare in rete. La prima stanza, infatti, è per i gelati, la seconda per la degustazione, con due postazioni Internet.

In ogni luogo il  rito della degustazione va consumato sempre secondo regole precise. Vediamo alcuni dettami d’oro della nuova filosofia di Degustazione del gelato.  Prima di tutto il gusto deve essere “coccolato” e “viziato” con grande cura nella scelta degli abbinamenti tra i diversi sapori. Cremoso, morbido, il gelato deve essere alla temperatura ideale di meno 15°, deve sciogliersi lentamente, senza sforzo e senza addentarlo. Il cucchiaino ma soprattutto la coppa nella quale servire il gelato devono rigorosamente essere in acciaio, ideale per mantenere giusta cremosità e le caratteristiche organolettiche ideali. Le forme sensuali del gelato e i suoi colori invitanti, poi, devono essere sapientemente accentuati con elementi decorativi e appetibili. Ma, per soddisfare la vista, è necessario anche armonizzare tutti gli elementi che creano un’atmosfera appagante, come colori, luci e il design degli arredi, oggetti da degustazione, e, magari, anche profumi ed essenze ambientali che evochino memorie olfattive avvolgenti o legate al relax. E’ necessario anche che il tatto venga “stuzzicato” attraverso il contatto con la superficie liscia della coppa. La cialda, invece, che si tratti di tovagliolino o portacono, deve essere “protetta” e mai direttamente toccata dalle mani del degustatore. Bisogna, infine, lasciarsi trasportare dai suoni che il rito del mangiare un gelato provoca, allontanando i rumori dell’ambiente circostante. Altro trucchetto: la friabilità della cialda in contrasto con la cremosità del gelato, crea un gradevole suono che prolunga e aumenta il piacere.

Massima celebrazione, dunque, in quest'estate 2005 per il re gelato, che, dal “gusto”, passa al “degusto”, per una sperimentazione polisensoriale, che stimola la curiosità e la fantasia di ogni appassionato.

di Francesca L. Caetani