Una mostra tutta da giocare

All'Hangar Bicocca, l'artista tailandese Surasi Kusolwong invita i visitatori a sfidarsi a colpi di ping-pong

Ping-Pong. Una parola onomatopeica, un suono, anzi due, come i rimbalzi della pallina sul tavolo da gioco. Ma il ping-pong è molto più di un semplice gioco, è una metafora di vita. Simboleggia il dialogo umano, le domande e le risposte che le persone si scambiano quotidianamente. Rappresenta le relazioni tra gli uomini e la difficoltà di mantenerle, soprattutto nella frenetica società moderna. Un mondo denso di significati quello che l’artista tailandese Surasi Kusolwong tenta di trasmettere attraverso la mostra-installazione Ping-Pong, Panda, Povera, Pop-Punk, Planet, Politics and P-Art, allestita all'Hangar Bicocca fino al 15 settembre. Un titolo bizzarro ma estremamente emblematico di tutte le componenti dell'esposizione, che fa leva sull'Arte povera e minimale per evocare importanti concetti come il futuro del Pianeta, l'estinzione degli animali, i legami umani e la politica, proprio quella del famoso atto del ping-pong della diplomazia internazionale.

GIOCHI DI RELAZIONE – Un padiglione semi buio ospita cinque tavoli da ping-pong che il pubblico è invitato a utilizzare. L'intento dell’artista è infatti quello di esortare i visitatori a mettersi letteralmente in gioco e, di conseguenza, in relazione tra di loro. Una relazione instaurata dalle battute che le singole persone possono responsabilmente decidere di scambiarsi. Ogni tavolo presenta sulla sua superficie diversi tipi di oggetti e materiali collezionati o fatti dall'artista, che rimandano a specifici significati. Dalle uova che simboleggiano la fragilità dei legami umani, ai piccoli bicchieri di gesso decorati e sovrapposti che, oltre a richiamare i templi orientali e la religione, evocano anche il problema mondiale dell'acqua. Campeggiano inoltre sullo stesso tavolo statuine delle più svariate specie animali con oggetti che richiamano l'Arte povera, come un porta sapone che raffigura le famose labbra del celebre artista Pino Pascali. Al visitatore la scelta del tavolo da gioco con cui preferisce mettersi in relazione, decidendo se abbattere coi propri colpi gli oggetti o al contrario lasciarli intonsi e schivarli.

NON SOLO PING-PONG – Ma il gioco non è l'unico modo per instaurare legami con le persone. I visitatori possono infatti sedersi e rilassarsi su cubi di gommapiuma, panche o divani di diversi materiali, dialogando con calma a tempo perso. Completano l'installazione diverse lampade e sculture, che rimandano a elementi naturali e animali, così come alla letteratura e alla convivenza tra gli uomini. Una mostra quindi dal forte impatto visivo che, nonostante l'apparenza giocosa, esorta a riflettere sulla condizione attuale della società, del Pianeta e sullo stile di vita degli esseri umani.