Un Pop di Schifano a Milano

Antologica dell'artista che diceva di sé: "Progetto, sentimento e attesa. Questo è importante in tutti i lavori che faccio"

La Fondazione Stelline e l'Accademia di Brera ospitano fino al 1° febbraio la mostra di un artista considerato un'icona dell'Arte Italiana, Mario Schifano, nel decennale della sua scomparsa. "

UN ARTISTA INTERNAZIONALE –
Ci vogliono talento, capacità di innovazione e confronto con il mondo che ci circonda, velocità di pensiero e di rappresentazione per realizzare opere d'arte come quelle di Mario Schifano. La mostra milanese è un sensazionale percorso che racconta l'artista-poeta dell'immagine e sottintende i suoi incontri con altri grandi dell'epoca: da Kline a Dine, da Andy Warhol a Duchamp. Smalto su carta intelata per Aut - Aut: alternativa di giallo o giallo è la poetica della scelta non scelta. "Io sono fortunato dal 1960, da quando ho fatto un quadro che si chiamava Aut-Aut": ironico, profondo e divertente, ma sempre bravissimo con i tratti e con i colori. Dimensioni giganti si alternano a tele di medie dimensioni per rappresentare Con Anima, colature verdi e tratti scoloriti.

INNOVAZIONE PRIMA DI TUTTO - Grazie alla disponibilità dei collezionisti privati e delle gallerie d'arte, l'esposizione dà un'idea precisa della "produzione torrenziale" di Mario Schifano. Erbe disfatte e sprazzi di cielo celeste tra i rami, un albero tutto marrone e When I remember Giacomo Balla, una sequenza di schermi televisivi: è Pop Art o multimedialità? Video e fotografia dentro la pittura o viceversa? È esperimento vivace di un uomo che del cenno pittorico ha fatto la sua tecnica dialettica: Ora Esatta, Pentagono, Fibre Ottiche sono opere che sembrano di artisti diversi, invece sono l'espressione poetica della varietà della produzione di Schifano. "Perché continui a fare quadri? Perché è umano, più umano, perché io sono un pittore": una poetica che ritorna in Primo sogno di Marco con singhiozzo del 1985 e in Cielo Mare Collina del 1973. La visita della mostra è un Sussulto, come la sua opera espressione di una popart-natura, fatta di colori e pennellate spesse: un sobbalzo dell’anima al moto delle emozioni rosse sulla calma bianca.