Techne 05

Terza edizione della mostra che indaga sui rapporti tra immagine video ed i suoi possibili utilizzi artistici

Si è appena inaugurata a Milano, presso lo Spazio Oberdan, spazio espositivo della provincia di Milano situato in via Vittorio Veneto 2 , la mostra TECHNE 05 tra arte e tecnologia, promossa dalla provincia di Milano e curata da Romano Fattorossi per Invideo.

La mostra giunge alla terza edizione, dopo aver proposto un viaggio "storico" nel mondo delle installazioni nel '99, ed aver focalizzato l'attenzione sul mondo delle installazioni interattive italiane nel 2002.
Techne 05 intende indagare i rapporti tra l'immagine video e i suoi possibili utilizzi artistici e propone 14 artisti tra cui spicca la presenza dell'americano Bill Viola di cui viene proposta una installazione non recentissima (2002), ma mai vista in Italia. La suggestiva installazione propone, in una stanza vuota, immersa nel buio, su un grande schermo posto di fronte allo spettatore, un'immagine a "loop" in cui un uomo fluttua nell'acqua profonda. La figura dell'uomo viene spinta dall'acqua blu e profonda verso il basso per poi risalire accompagnata dal bianco delle bollicine luminose. Lo spettatore viene immerso nell'opera anche attraverso un sapiente uso di immagini e suoni. Con questa installazione Viola ci mette di fronte alla nostra solitudine.

Affiancano l'installazione di Viola — sicuramente le più interessante delle opere proposte a Spazio oberdan — nove lavori di artisti italiani e non solo di cui segnaliamo "Dove va tutta 'sta gente ?" di Studio Azzurro, Gruppo storico dell'arte digitale che esplora da più di venti anni le possibilità poetiche del linguaggio reso possibile dalle nuove tecnologie. Lo spunto dell'opera proposta da Studio Azzurro viene da una riflessione — inevitabile - sugli sconvolgimenti sociali che la nostra società sta attraversando visto i flussi di persone che cercano di varcare i confini alla ricerca della propria sopravvivenza. A spazio Oberdan vedremo dei corpi ammassarsi sulle vetrine dello spazio espositivo senza riuscire a superarle, in uno sforzo continuo e inesorabile. Fra i lavori visti a Oberdan ci piace segnalare anche l'opera dell'inglese Terry Flaxton "The dinner party". Nell'installazione un tavolo imbandito ospita a tavola otto coperti, molto invitanti per il pubblico. Ma il pranzo è chiaramente solo virtuale e non interattivo e lo spettatore può solo cercare di seguire i movimenti delle mani dei commensali virtuali. Il finale è a sorpresa. Altra sottolineatura che ci piace fare è "L'ultima cena" del tedesco Andreas Sachsenmaier in cui su uno schermo ultrapiatto appare un'immagine che ci è familiare e che riecheggia quella dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci, ma che nella rappresentazione dell'artista sono donne giovani e belle che sembrano appena uscite da uno sfavillante spot televisivo. L'opera, chiaramente provocatoria, vuole sottolineare la confusione della nostra epoca in cui l'onnipresente linguaggio televisivo e pubblicitario sembra diventare l'unico linguaggio possibile.
Fra le altre opere presenti in mostra ricordiamo "Il mondi di oggi" di Antonella Bussanich, "Demoliçao" di Luis Duva, "m.otu" di Mario Canali "Sppon river" di Alessandro Amaducci, "Phases" di Agon "Capriccio spaziale" di media_formasuono.

La mostra non termina con le opere presentate a Oberdan, da novembre a rotazione, i centri culturali europei di Milano, uniti in una rete chiamata Aicem — capeggiata dal Centre Culturel Français — diventeranno sede di installazioni: Il centro francese ospiterà le opere di Chris Marker, quello svizzero Ugo Rondinone, quello austriaco Christian Peintner, quello spagnolo Alicia Martin.
A lato della mostra, una serie di otto incontri che si terranno nell"auditorium di Spazio Oberdan in cui i curatori Antonio Caronia, Enrico Livraghi e Simona Pezzano invitano altri critici in una riflessione teorica sulla produzione di arte tencologica degli ultimi anni. Il primo degli incontri si terrà il 7 novembre all 18, l"ultimo il 14 febbraio.

Per il calendario compelto degli incontri rimandiamo al sito della Provincia www.provincia.milano.it/cultura
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