Leonardo a Milano con il suo San Giovanni a Palazzo Marino

San Giovanni, guest star di Palazzo Marino

Il capolavoro di Leonardo torna a Milano dopo 70 anni

L'ultima volta che Milano l'ha visto dal vivo era il 1939. Dopo tanta attesa, forse anche lo stesso San Giovanni Battista di Leonardo era ansioso di tornare in città. Il suo sguardo incrocerà quello di milanesi e turisti fino al 27 dicembre durante una mostra solo per lui, a Palazzo Marino e con ingresso gratuito. Un'iniziativa simile all'esposizione della Conversione di San Paolo di Caravaggio del 2008 che ha tutte le carte in regola per diventare una delle mostre più visitate in città nel 2009.

OCCASIONE UNICA - Il San Giovanni è un olio su tavola (in legno di noce) considerato fra gli ultimi dipinti di Leonardo. Arriva dal Louvre di Parigi, dove è conservato insieme alla Gioconda e a Sant'Anna, la Vergine e il Bambino. Il prestito è nato dalla collaborazione tra il celebre museo, il Comune di Milano, il Ministero dei Beni Culturali ed Eni. Fare la fila fuori da Palazzo Marino vale la pena: chissà quando ricapiterà non solo di rivedere questo capolavoro a Milano, ma di osservarlo in un tête-à-tête così intimo. Primo: il San Giovanni è stato tolto dalla cornice ed esposto tra quattro pareti nere, allestite senza altri quadri a rubargli l'attenzione. Secondo: le luci studiate ad hoc da Light Studio eliminano i riflessi quasi al 100%. Morale: si riesce a guardare negli occhi (leggermente strabici) di San Giovanni e restare ammaliati. Non si capisce bene se dallo sguardo di questo giovane profeta o dall'aurea che si sprigiona dal quadro. Complice quel sorriso ambiguo, un po' alla Gioconda, complice quell'indice puntato verso l'alto, verso una dimensione superiore. Il San Giovanni è portatore di un messaggio apparentemente chiaro, ma ricco di indecifrabili sfumature, come i suoi colori insomma.

COLORE O COLORI? - Si dovrebbe usare forse il singolare: l'opera è quasi monocromatica, giocata tutta sulle nuances del marrone. Si fatica quasi a distinguere i contorni del braccio, dei capelli, del vello di cui è vestito il profeta dallo sfondo alle sue spalle. I pannelli che accompagnano alla mostra rivelano l'arcano: la radiografia della tavola evidenzia l'uso della tecnica della velatura, cioè una pittura a bassissima concentrazione di pigmenti. La riflettografia ha scoperto che il disegno della figura del San Giovanni è stato appena sommario, il pennello di Leonardo ha fatto il resto. Il mistero della tecnica del genio del Rinascimento è svelato solo in parte: né l'eccezionalità del suo tratto, né quella del suo spirito potranno essere spiegate una volta per tutte. 

SODALIZI TRA INDUSTRIA E CULTURA - All'inaugurazione della mostra ha preso parte il Direttore del Museo del Louvre Henri Loyrette, che ha ricordato: "L'Italia è uno dei nostri principali partner per i prestiti di opere, sia in entrata che in uscita dalla Francia e anche per l'organizzazione di mostre". In particolare, l'Istituzione parigina ha stretto un sodalizio con Eni, che ha portato al Louvre i dipinti del Mantegna in mostra nel 2008 e ora quelli di Tiziano, Tintoretto e Verenose. Un'alleanza che sia Loyrette, sia Paolo Scaroni (AD Eni) desiderano rendere più che duratura. Soddisfatto anche l'Assessore Finazzer Flory che rivela: "Stiamo lavorando a un grande film da realizzare in collaborazione con Medusa dedicato al storia e all'arte di Leonardo".