Project Room

Stanze dell'io, dove gli artisti danno spazio al proprio mondo interiore

STANZA DELL'IO - Project Room (letteralmente "Stanza Progetto") è una stanza di cui uno o più artisti si appropriano, alterando con le loro opere la percezione dei visitatori. Dall'apparente concretezza di elementi architettonici e d'arredo, l'artista fa scaturire forme visionarie, fino a far affiorare suggestioni emotive, rivelando la natura estetica e poetica latente negli oggetti. Spesso l'accento è posto sulla precarietà delle cose e sulla continua trasformazione della loro identità attraverso le interpretazioni. Si sottolineano così l'intimo rapporto con la realtà di tutti i giorni, esemplificata dagli oggetti domestici, e la fragilità delle nostre esistenze. Nella Project Room, gli artisti mettono in gioco il loro passato, le paure, i desideri.

PROJECT B CONTEMPORARY ART - Project B Contemporary Art ha inaugurato il suo spazio il 25 ottobre 2006 con una mostra dell'artista inglese Marc Quinn, che ha trasformato le pareti in un campo fiorito di nature morte contemporanee, sviscerando le paure primordiali, della morte e dell'invecchiamento. La galleria si propone come uno nuovo spazio dedicato all'arte dei nostri giorni, nato in uno storico palazzo nel centro della città, la programmazione è soprattutto attenta ad artisti internazionali.

LE CASE D'ARTE - Le Case d'Arte, diretta da Pasquale Leccese, apre nel 1986 con le personali di Peter Fischli & David Weiss, Richard Prince, Andreas Schulze, Victor Burgin, Sol Lewitt. La galleria si occupa principalmente delle ultime tendenze dell'arte europea ed americana con un'attenzione particolare alla fotografia. Dal 1993, nel nuovo spazio di Via Gorani a Milano, la galleria diventa una Project Room dove l'artista è chiamato a lavorare in una dimensione più raccolta. Il primo lavoro presentato è stato quello dell'artista americano Robert Gober. La galleria fin dall'inizio si caratterizza come luogo per progetti specifici legati anche alla vetrina dello spazio su strada, visibile 24 ore su 24, si sono alternati i progetti di Peter Fischli, David Weiss, Botto e Bruno, Mario Della Vedova, Gaetano Pesce e tanti altri. Dal 2005, la formula vetrina video. dove si alternano ogni due settimane video di artisti internazionali. diventa una finestra dalla quale è possibile vedere un video d'artista.

VIA FARINI - In Via Farini 35 a Milano, gli spazi vengono abitati di volta in volta da particolari progetti di giovani artisti. In passato Claudia Losi ha presentato la sua idea di natura, in cui rientrano inquietudini ecologiche e più ampie considerazioni sociali e politiche, un approccio emotivo e uno più rigoroso ed analitico. Balena è il titolo del suo lavoro, che consiste nella realizzazione di una balena in tessuto nelle dimensioni reali: 23 m di lunghezza per 5 m d'altezza. Il tessuto in lana, di due tonalità di grigio melangiato, è solamente cucito e riprodurrà il più fedelmente possibile le caratteristiche anatomiche del cetaceo, Balena Comune o Balena Physalus, il più grande e veloce del Mediterraneo. "L'idea ha come origine un'immagine, che mi accompagna da anni, quella delle balene che milioni di anni fa nuotavano tra le colline dove ora volano stormi d'uccelli" scrive Losi "Le loro ossa sono state trovate in molte zone calcaree dell'Appennino settentrionale".

PROMETEO GALLERY - La Prometeogallery di Milano ha presentato, nello spazio Project, la mostra Link di Enrico Morsiani, a cura di Santa Nastro. Due le fasi. La prima è l'installazione sulle pareti della project di 3 lavori in cera intitolati Link, da cui partono altrettanti fili ingrassati, che percorrono lo spazio della galleria fino alla porta d'ingresso, per poi uscire nei paraggi circostanti, con la precisa volontà di stabilire, con delle vere e proprie "esche", un collegamento fisico tra mondo esterno e gli spazi interni della galleria. E quindi con lo stesso microcosmo dell'arte. I fili creano anche una sorta di decelerazione tra la cultura contemporanea, fatta di numerose immagini e fatti che scorrono sulle vite umane ad una velocità impressionante, e lo stato d'introspezione che appartiene ad ognuno di noi, rappresentato dal cerchio di opere in cera, e dallo stato di galleggiamento - in cui si muovono gli spettatori - che esso va a creare. La seconda fase del progetto (The Maori Masks-the farest culture), è rappresentata da tre pannelli in legno bianco che recano fotografie relative alla cultura Maori che è la cultura geograficamente più lontana sul planisfero mondiale dal luogo in cui vive l'artista (Imola, Occidente Periferico). Le foto sono state scaricate velocemente da internet e una volta montate su cornici Ikea sono state installate su i tre pannelli che dotati di ruote e maniglie, verranno installati in spazi pubblici limitrofi alla galleria (il bar, il ristorante, lo studio di Italo Zuffi).

OFFICINA FOTOGRAFICA - La galleria Officina Fotografica ospita uno laboratorio di idee, chiamato proprio Project Room. In questo circuito si fondono creatività esecutiva e di linguaggio. La modalità dell'esposizione favorisce la divulgazione della giovane arte attraverso presentazioni brevi e, alle volte, dettate da un'unica tematica. Questo spazio deputato all'arte si prefigge di monitorare le nuove tendenze e di presentarle attraverso seminari, conferenze ed eventi in serate dedicate agli artisti prescelti. Un'occasione per tutti di visitare gli spazi dell'Officina Fotografica e per i nuovi artisti di farsi conoscere. Daniela Giuliani e Giovanna Lalatta, due giovani fotografe, ci raccontano il loro progetto: "Volevamo creare uno studio fotografico in cui poter continuare il lavoro di fotografe e d'insegnanti, ma che fosse anche un centro di ritrovo e di movimento per la fotografia e per tutti gli appassionati, professionisti e non, grandi o piccini. Nasce così, nel Novembre 2000,  l'Officina Fotografica", con i primi corsi di fotografia base e di sviluppo e stampa in bianco e nero."