Peter Angermann

L'artista tedesco traduce un mondo complesso in un linguaggio semplice, senza perdersi niente dell'originale

Paesaggi bucolici accolgono il visitatore della personale che la Galleria Cà di Frà sta dedicando in questi giorni a Peter Angermann. Quel che più colpisce nelle tele esposte sono senza dubbio i colori vivaci, quasi irreali che l'artista giura di aver copiato fedelmente dalla campagna circostante la sua casa tedesca e a questo punto l'invidia è un sentimento naturale: laghetti, arcobaleni, campi di grano. Chi non vorrebbe vivere in siffatto ambiente? 

IL GRUPPO NORMAL - L'arte di Angermann ha radici solide. Nel 1979 diede vita al Gruppo Normal che contava altri due componenti: i cecoslovacchi Milan Kunc e Jan Knap, con i quali eseguì opere sei mani! Il gruppo proponeva una pittura alternativa a quella offerta dalla Transavanguardia in quello stesso periodo. Il movimento italiano recuperava in forma citazionistica e ironica  la tradizione pittorica, anche i giovani "eroi" del Gruppo Normal adottavano un registro ironico, ma orientato verso un'arte narrativa, lontana dagli intellettualismi, concretamente attiva nella ricerca del bello. In quegli anni Angermann sviluppava la sua idea di arte popolare, fruibile da qualunque comune spettatore. Questa sua filosofia lo accompagna anche oggi, quando ormai ogni membro del Gruppo ha preso la sua strada.

ARTE PER TUTTI - Possiamo capire meglio l'efficacia del pensiero dell'artista tedesco davanti alle tele proposte nella galleria di via Farini, dove però non ci sono solo paesaggi assolutamentre fedeli agli "originali" (tralicci e antenne non sono censurate dal pittore che le rappresenta nei suoi quadri), ma si possono ammirare anche tele fortemente ironiche. Un grande quadro rappresenta un piccolo cavaliere in cammino, alle spalle si lascia una scia oleosa di petrolio, il grigio e il nero sono dominanti è Das Grosse Oelbild (Il grande quadro del petrolio) e da solo sintetizza l'ossessione per l'oro nero e le sue conseguenze. Autonomoney saluta invece a modo suo l'avvento della nuova moneta europea, con un profluvio di banconote e spiccioli. Non è esposto in galleria, ma sul sito dell'artista (www.polka.de) si può vedere un altro lavoro che comunica il talento di Angermann: Hinten fern. Rappresenta la guerra irachena, nella sua dimensione reale e in quella del salotto di casa nostra, mediata dalla stampa e dai mezzi di comunicazione. La realtà in cui viviamo è complicata, ma Angermann ci dice che capirla e valutarla senza perdersi in garbugli e labirinti è possibile. Sempice non significa banale.