Paul Klee

Il Teatro Magico dell'artista svizzero fa luce scherzosa sul notturno

GROTTESCHE MAGIE - Le pareti giocano fra loro rimbalzandosi forme grottesche e forme rigorosamente geometriche. Come in una partita di ping-pong le linee disegnano traiettorie ben pensate e scherzi del caso, idee carpite al volo dalla mente e trasposte sulla carta da Paul Klee (Berna 1879 - Locarno Murlato 1940). La Fondazione Antonio Mazzotta, dal 27 gennaio al 24 aprile, in collaborazione con l'Assessore alle Culture, Identità e Autonomie di Lomabrdia, celebra l'artista svizzero e il suo fantastico mondo interiore che qui diviene visibile ne Il Teatro Magico. Quasi inafferrabili concetti che le didascalie illustrano, strappando anche un sorriso per l'ingegno dell'intelletto kleeniano.

SCHERZOSA LUCE SUL NOTTURNO
- Con le sue opere Klee non voleva certo descrivere la realtà così come la si vede, ma farne una satira e proporre modelli e invenzioni utopistiche. Dona egli luce ai fantasmi del pensiero, alle creature notturne, come fecero Francisco Goya e l'amico Alfred Kubin. Demoni, clown e "meravigliose" creature compaioni da garbati giochi di prestigio e passeggiano mano nella mano con la Luna sopra alle loro teste. Klee guarda dalla finestra le sue paure che prendono forma attraverso l'atto creativo e si alternano a spiritelli e animali scherzosi, lasciando nel palato dello spettatore quel gusto di vivida ironia, marmellata di colori d'arancia e viola ribes al profumo di lime e cannella.