Parco delle sculture di Franciacorta

Quando l'arte spalanca gli occhi al cielo

Mitico e idilliaco, il paesaggio arcadico trova in Lombardia una delle sue massime espressioni. Non lontano da Milano esiste infatti un'oasi dolce e leggiadra, vestita di vigne e raggiante di sole, capace di regalare all'uomo spumeggianti nettari dorati: la Franciacorta, landa bresciana dove tutto è all'insegna del vivere ameno. Ma oggi lo spazio bucolico si è andato ad arricchire di novelle creature, concepite nella natura e dialoganti con essa. Sono le dieci sculture finaliste de Il Premio Internazionale di Scultura Terra Moretti, istituito dall'imprenditore Vittorio Moretti al fine valorizzare l'area franciacortina con un'iniziativa di mecenatismo artistico di vero prestigio.

FORME MATERICHE - Distribuite in un ideale percorso che dal Relais & Chateaux L'Albereta si spinge fino alle cantine Bellavista e Contadi Castaldi (dirette rispettivamente da Mattia Vezzola e Mario Falcetti), le opere vanno a creare il Parco delle sculture di Franciacorta, offrendosi al pubblico quale inedita  esposizione a cielo aperto. "Capolavori che si fondono con il territorio ma non ingombrano" come ha voluto precisare Vittorio Sgarbi nella giornata di inaugurazione. "Una sorta di nuova Arcadia dove le figure comunicano significati profondi e celebrano con la forma valori assoluti". Ecco allora che pietra, marmo, ferro, cemento, granito, acciaio, vetro, erba e acqua si incontrano dando vita a piccoli universi in cui la materia gioca con la luce, il vento e la pioggia. In cui il concreto materico diviene il mezzo per trasmettere un concetto, una sensazione o una nuova prospettiva dell’esistere.

I TRE VINCITORI - Sette gli artisti giudicati ex equo da una giuria di esperti: Simon Benetton con "Porte del Pensiero", Mario Costantini con "Piccolo Mausoleo all'Uomo", Ray King con "ChromOculus", Dorota Koziara con "Dodici Angeli" (sinuosa opera di saggina e metallo), Giancarlo Marchese con "Eco", Nissim Merkado con "Memoire-Illusion" e Giuseppe Rivadossi con "Mater Amabilis". Tre i vincitori: al primo posto Salvatore Sava con "Fiore di pietra", portavoce della forza di una natura combattiva contro la modernità; al secondo Maki Nakamura con "My inside", tronco d'albero in marmo nel quale nascondersi per riscoprire una diversa visone del mondo, e al terzo Giorgio Spiller con "La casa orizzontale", fenditura nella terra che, rifacendosi alle sculture di epoca megalitica, si contrappone alla verticalizzazione della materia.

QUANDO VEDERLE - Dalla metà di settembre, in occasione del Festival del Franciacorta, il parco sarà aperto al pubblico (info: tel 030 7760550). Ma se qualcuno desidera ammirare in anteprima le sculture, la via d'accesso è facile: basta infatti un soggiorno a tutto relax a L'Albereta o una visita in Bellavista e Contadi Castaldi. E lo spettacolo comparirà tra il verde.