Nouveau Réalisme al PAC

Da César ad Arman, da Rotella a Christo: tutti in mostra a Milano come nel 1970. Lontano, ma neanche tanto

Il 1970 irrompe al PAC di Milano con la mostra Il Nouveau Réalisme, che segna il ritorno in città del movimento francese a cui quasi 40 anni fa Milano rendeva omaggio. Il gruppo artistico contava sul supporto di 13 artisti: oggi 11 di loro sono nella galleria che costeggia i giardini pubblici di via Palestro. Per i milanesi che allora non erano ancora nati o che semplicemente sono troppo giovani,  è straordinario fare un salto in un passato così ricco di sperimentazione, quando la città osava un po' di più.

LA STORIA - Nel 1970 i Nouveaux Réalistes si sciolsero e andarono ciascuno per la propria strada.
Però accorsero a Milano quando il Comune e la Galleria Apollinarie di Guido Le Noci vollero organizzare una mostra solo per loro. La città era la seconda patria del movimento del critico Pierre Restany, dopo la Francia. Così a novembre di quell'anno Christo impacchettava il Monumento a Vittorio Emanuele II in piazza Duomo (non senza aspre polemiche dei cittadini), Arman preparava le sue accumulazioni impilando carrelli della spesa che oggi fanno venire in mente l'economia e la finanza che vanno gambe all'aria, César realizzava una decina delle sue celebri compressioni intitolandole per l'occasione Suite Milanaise.

L'ATTUALITÀ - Se l'attualità di queste opere è ancora viva, se in qualche modo si trovano dei legami tra Jeff Koons, Damien Hirst, Maurizio Cattelan e la combriccola del Nouveau Réalisme, allora alcune domande sono d'obbligo. Invitato a presentare l'esposizione, il critico Renato Barilli puntualizza: "Questa mostra non è un'operazione nostalgica del passato, ma è un'occasione per chiederci che cosa significa oggi "comtemporaneo" e che cos'è oggi l'arte contemporanea". Tra le opere esposte c'è un collage di Mimmo Rotella che raffigura una tigre dagli occhi vivi, mentre compie un balzo: "Non è un caso se trovate in mostra questo lavoro realizzato da  Rotella nel 2004. E' un monito per l'arte: non ad essere agressiva, ma ad essere presente con forza nella nostra realtà", parola di Massimiliano Finazzer Flory, neo Assessore alla Cultura. Il sindaco Letizia Moratti - pure presenta all'inaugurazione dle PAC - ha ricordato come quel periodo fosse stato "particolarmente fecondo per la nostra città, un esempio di come dovrebbe essere ancora oggi Milano: un punto di riferimento per l'arte contemporanea".