Nome in codice S-506

Il sottomarino Enrico Toti in mostra al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci"

Ferragosto 2005. Notte molto calda, ma un vento proveniente come per magia
dal mare rinfresca l'aria di Milano. L'S-506, "per gli amici" il sommergibile Enrico Toti, con un viaggio che ricorda gli enormi massi che costituiranno il simbolo della nostra città (il Duomo), arriva a Milano. Davanti agli occhi stupiti di 150.000 curiosi prende posto nella sua nuova casa, dopo un lungo tragitto iniziato nel 2001 nella lontana Sicilia.

Per chi non lo sapesse il Toti è il primo sommergibile costruito in Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale, e per ben 30 anni è stata la nostra principale vedetta nel Mar Mediterraneo. Per questo è considerato a tutti gli effetti un frammento importante della storia della Marina Militare Italiana.

Dal 4 aprile e per tutta l'estate, il Museo della Scienza e della Tecnologia, nel suo padiglione di via Olona, offre la possibilità di essere guidati all'interno dell'Enrico Toti. 46 metri (abbondanti) di lunghezza, 4 tubi lanciasiluri, 1 motore elettrico, 2 generatori di corrente e un'attrezzattura interna completamente recuperata. L'impatto visivo è straordinario. Vengo condotto verso l'ingresso del mezzo dal curatore. All'interno tutto è reale (caldo compreso), ci sono ancora i segni lasciati dai marinai, piccole cose che aiutavano a rendere "l'alloggio" il più confortevole possibile. A partire dal nome dato per gioco ai due generatori principali Turiddu e Ianuzzu.

Dalla sala motori arrivo, passando attraverso una minuscola porta a chiusura
ermetica, nel cuore del sommergibile, la camera di manovra. Questa stanza costituirebbe un museo a sè per un amante di tecnologia navale. Troviamo di tutto: due manometri, un piano retroilluminato per controllare la rotta sulla cartina, leve per la profondità, pedali e il periscopio, completamente recuperato e funzionante.

La visita sta per concludersi, non prima però di entrare nella camera di lancio.
Poco più grande di uno scompartimento di un treno, ma contenente 15 brande,
esattamente la metà dell'equipaggio che puo salire a bordo (n.b. si dormiva
a turni ogni 4 ore). In fondo a questa stanza, oltre all'impianto VHS per la
ricreazione dei marinai, troviamo i 4 tubi per il lancio dei siluri.

A differenza degli altri importanti musei navali d'Europa, che si appoggiano ad audio-guide, il Museo della scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" offre l'accompagnamento di una guida in carne ed ossa pronta a soddisfare ogni minima curiosità. Il tour dura mezz'ora ed è assolutamente soddisfacente e rappresenta per i patiti un'occasione da non perdere per entrare in contatto con una realtà abilmente recuperata, "incellofanata" e riproposta.