No parachute for Xmas

Opere d'arte come status culturale, affettivo e di impegno

Un invito all'inedito, all'acquisto di arte "for Chirstmas", di arte per tutti nella fabbrica del Natale, tra dj, performance e "bartisti", perchè qui sono gli artisti ad offrirti da bere al bancone. Questo e di più è stato No parachute for Xmas, tenutosi ad Artandgallery dal 1 al 24 dicembre 2005.

Le opere d'arte, concetpite come status culturale, affettivo e di impegno, spaziano tra disegni, sculture, oggetti, libri, fotografie, cartoline, piccoli oggetti. Ci si imbatte allora nelle fotografie di Massimiliano Foscati, spazi urbani dove i pixel sono visibili all'occhio, o nelle foto di Hendrik Lecol che ricostruiscono un mondo interiore, onirico, ma legato alla Terra e ai ricordi. Ed ecco su di una parete un Budda di bottoni, di Ron Hwang, e le storie di Carlo Spoldi che usa il pixel come mattone per rappresentare l'uomo, in bianco e nero, e che vediamo intento nella ricostruzione tridimensionale di un frammento di uno dei suoi quadri.

Altra performance live è quella di Carlo Dulla, giovane fotografo che propone mini-ritratti istantanei di chi si pone di fronte al suo obiettivo. 4 sono le Polaroid che vanno a formare un cubo, per cogliere le 4 angolature differenti delle teste, con le loro sfaccettature personali, non per esprimere per forza il bello, ma per far emergere il particolare che è in ognuno di noi. Tra i cubi spiccano i faccioni di Mauro Pagani, J-Azz e Boosta dei Subsonica. Carlo insiste per fare un cubo anche a me...e come dire di no, seppur il flash mi infastidisca assai. Impugno occhiali da sole e cappello, un sorriso e il gioco è fatto. Idea, davvero carina!

Gabriel Pesci, invece, propone "Xmas brings joy to everyone", un I-Dog (cagnolino per ascoltare la musica) che, all'esterno di una cuccia-chiesa, su un prato sintetico con margherite, si muove e parla con le parole che pronunciò Bush dopo l'attacco alle torri gemelle. Particolari gli appunti corporali di Giada Giulia Pucci, che costruisce immagini partendo da ciò che suggerisce alla fantasia la sagoma creata sul foglio bianco dai suoi capelli. Lavora sul volto e sulla sua espressività Cristina Braga con le sue maschere. Barbara Brugola, con le sue bellissime e leggiadre farfalle, ci fa pensare alla precarietà della condizione umana. Giovanni Cutrupi, fotografa particolari visti a suo modo e li raccoglie in un calendario.

E cos'è la felicità? Vered Zaykovsky, artista dagli occhi di una trasparente lucentezza, ci propone le molte risposte delle persone a cui ha posto la domanda. Un atrio all'aperto, tanti fili con legate le immagini degli "interrogati",  tiri giù il filo e trovi il loro pensiero sospeso ad un palloncino argentato. E' come trovarsi tra tante bolle di sapone fotografiche, qualcuna in pace col mondo, qualcuna più saggia, qualcuna sognante, qualcuna disillusa, qualcuna che ti illumina...Una cosa è certa, nelle idee più semplici si scopre lo stupore di un sorriso.