Modigliani

Ecco l'intera anima dell'Italia

"Poeta ardente e pittore grande fra i grandi... Passò come una meteora; tutto grazia, tutto collera, tutto sprezzo. La sua anima altera di aristocratico aleggiò a lungo fra noi nei riflessi cangianti dei suoi begli stracci versicolori". Così Paul Guillaume definì Modì nel 1930.

Ad Amedeo Modigliani è dedicata la mostra che dal 24 febbraio al 20 giugno il Complesso del Vittoriano a Roma propone, ripercorrendo l'intero suo percorso creativo attraverso una significativa retrospettiva di circa 100 opere tra oli, acquerelli, sculture e disegni, realizzati dagli anni della formazione al 1919. Un vero e proprio omaggio all'artista livornese soprannominato Modì, curiosa omofonia con "maudit", artista maledetto, morto nel 1920 a soli 35 anni.

Partecipano alla mostra con i loro capolavori importanti musei pubblici e prestigiose collezioni private di tutto il mondo. Tra i paesi che intervengono: Stati Uniti, Canada, Brasile, Israele, Francia, Gran Bretagna, Svizzera e Spagna. L’Italia intera ha voluto ricordare Modigliani: sono in mostra tutte le opere conservate nel nostro Paese: la Pinacoteca di Brera e le Civiche Raccolte di Milano sono presenti con i loro 4 oli, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma con le sue 3 opere, Torino con la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea e la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli con i loro 2 oli, e poi, ancora Livorno, Udine, Venezia, Verona.

L'esposizione Modigliani è a cura di Rudy Chiappini, Direttore del Museo d'Arte Moderna di Lugano, e si avvale di un prestigioso Comitato Scientifico.

Obiettivo è quello di mettere in risalto il grande valore della ricerca di Modigliani in quel clima assolutamente unico creatosi a Montmartre prima e a Montparnasse poi nella Parigi d'inizio Novecento. Bohèmien, dandy, eccentrico, raffinato, irrequieto, magneticamente bello e seduttivo, su Amedeo Modigliani aleggia la fama di artista maledetto.

Energia focosa scorre nelle sue vene. Lui stesso scrive: "Io stesso sono in preda allo spuntare e al dissolversi di energie fortissime: io vorrei invece che la mia vita fosse come un fiume ricco d'abbondanza che scorresse con gioia sulla terra..." e ancora "L'uomo che dalla sua energia non sa continuamente sprigionare nuovi desideri e quasi nuovi individui destinati per affermarsi sempre e abbattere tutto quello che è di vecchio e di putrido restato, non è un uomo, è un borghese, uno speziale, quel che vuoi". Non manca nulla: c'è la polemica antiborghese, la condanna del passato, l'ardore nell'affrontare la vita e l'arte.

La produzione artistica di Modigliani si intreccia intensamente con la sua vita, le donne amate, le amicizie, i letterati, i poeti e i pittori frequentati.
Nato nel 1884 da una famiglia della migliore tradizione israelita mediterranea, giovanissimo è già minato. Frequenta lo studio di un allievo di Giovanni Fattori e nei viaggi in Italia del 1901-1903, studia i grandi maestri del Trecento e del Quattrocento nei musei di Napoli, Roma, Firenze e Venezia. Ama Simone Martini, Duccio, Botticelli, Tino da Camaino. Roma lo incanta.

Soutine esclamerà in seguito: "Modigliani: ecco l'intera anima dell'Italia" e Severini parlerà di "un'eleganza tutta toscana". Dopo un soggiorno veneziano, nel 1906 Modigliani arriva a Parigi e affitta uno studio a Montmartre. Fondamentale l'incontro con l'opera di Toulouse Lautrec, il cromatismo esasperato dei Fauves e, soprattutto, nel 1907 con la pittura di Cézanne in cui ritrova la solidità della composizione architettonica e la potenza del disegno. In mostra lo studio per "Il suonatore di violoncello", olio su tela del 1909, in cui salde volumetrie, pennellate dense e pastose costruiscono il braccio allungato e lo sfondo bituminoso.

Sempre nel 1907 conosce il primo estimatore e collezionista, Paul Alexandre, giovane medico appassionato d'arte che, insieme al fratello Jean, del quale è esposto in mostra un intenso olio, sarà per Amedeo un amico fraterno. Nel 1909 Modigliani si stabilisce definitivamente a Montparnasse. Sono gli anni della scoperta della scultura negra e della forza espressiva e ritmica, quasi musicale, della linea; nasce l'amicizia con Brancusi, di cui è eccezionale testimonianza il ritratto abbozzato sul verso della tela, che in seguito accoglierà lo studio per Il suonatore di violoncello.

Sono gli anni in cui si dedica intensamente alla scultura. Scolpisce in pietra teste che risentono anche delle suggestioni della plastica greca arcaica. In mostra la Testa del 1911-1912 proveniente da Toronto. Nonostante Amedeo riconosca nella scultura la sua vera vocazione, le sue cagionevoli condizioni di salute non possono affrontare lo sforzo fisico richiesto dalla scultura e le polveri della pietra che gli attaccano i polmoni. Queste considerazioni, insieme ad altre più pratiche legate al costo dei materiali ed alla difficoltà di reperirli, lo portano dal 1914 a concentrarsi sulla pittura.

L'amatore d'arte e mercante Paul Guillaume diviene acquirente delle sue opere. Dopo innumerevoli amanti ed una relazione di due anni, fatta di turbolenti litigi e appassionate riappacificazioni, con la giornalista e poetessa inglese Beatrice Hastings, nel 1916 Modigliani incontra Jeanne Hébuterne, diciannovenne allieva all'Accadémie Colarossi, che diviene la sua compagna. La tavolozza si rischiara, una nuova luce intride le pennellate, le tonalità si fanno più dolci. La salute di Modigliani è sempre più precaria e il suo animo fragile soffre per la mancanza di un successo, che tanto stenta ad arrivare, mentre ha già sorriso a tanti degli artisti con cui Amedeo ha cominciato la sua avventura. Nel 1918 Zborowzki porta Modigliani in Costa Azzurra, nella speranza che il clima giovi alla sua salute.

Qui nasce la piccola Jeanne, figlia della Hébuterne e di Amedeo. Sono momenti un po' più sereni con una prospettiva di successo, anche grazie alla sua partecipazione ad una mostra a Londra l'anno successivo, e sono gli anni più produttivi dell'artista, con circa 100 opere dipinte tra il 1918 e il 1919. La salute di Modigliani, però, non fa che peggiorare, senza che lui se ne occupi. Il suo tormento, di uomo e di artista, cessa il 24 gennaio 1920, quando Amedeo si spegne, scrive Zborowski al fratello Emanuele "senza soffrire". Due giorni dopo, Jeanne Hébuterne si getta dalla finestra con in grembo il figlio di otto mesi.

Costo del biglietto: Da Euro 9,00 a Euro 7,00
Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30; venerdì e sabato 9.30 – 23.30; domenica 9.30 – 20.30
Per informazioni: tel. 06 6780664

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