Mimmo Rotella

Il fascino dei manifesti strappati

Fino al al 26 febbraio la Villa Borromeo offre la possibilità di ammirare alcune opere del maestro Mimmo Rotella, scomparso l'8 gennaio scorso.

La mostra "La scuola di Roma" celebra il suo straordinario genio entro una sezione dedicata all'artista, dove sono esposti i suoi primi décollages e i più recenti blanks (coperture d'affiche). E'lo stesso Rotella a raccontarcene l'invenzione nell'autobiografia "L'ora delle lucertola"..."I manifesti strappati mi affascinavano. Dopo due anni di crisi - era il 1953 - c'è stata come un'illuminazione: ecco questo sarebbe stato il nuovo messaggio che io avrei dovuto dare! Allora la sera uscivo, mi appropriavo di questi manifesti e li mettevo sotto il letto...".

Siamo al debutto di un cammino artistico, che impressionò i critici di tutto il pianeta che si trovavano a visitare le gallerie romane negli anni cinquanta, quando Roma era la capitale artistica e culturale del mondo.

L'iter della "Scuola di Roma" è costituito dall'intreccio degli itinerari di 11 artisti di formazione romana, che si ritrovavano a confrontarsi e a discutere fra gli atelier, le case, le gallerie e i caffè della Roma del dopoguerra. Oltre a quelle di Mimmo Rotella, la mostra presenta le opere di Alberto Bragaglia, Salvatore D'Addario, Pericle Fazzini, Enzo Nasso, Cipriano Efisio Oppo, Orfeo Tamburi, Sandro Trotti, Saverio Ungheri, Antonio Vacca e Antonio Vangelli.