Milano, una casa per il fumetto

Un Museo e una grande mostra per i cento anni di Tex, capostipite del fumetto italiano

Il fumetto italiano compie cent'anni e Milano si ricorda di essere la capitale dell'editoria di settore annunciando intenzioni serie, concrete solo dal 2010: in primis la creazione di un museo del fumetto presso l'ex deposito ATM di viale Campania, che si chiamerà Centro del Fumetto. Era il 30 settembre 1948 quando Gian Luigi Bonelli creava Tex Willer, gettando le basi del fumetto in Italia: le celebrazioni arrivano, sebbene in ritardo. 

Il Centro del Fumetto sarà pronto per la primavera, ma solo nel settembre del prossimo anno vi aprirà la grande mostra che racconterà Milano attraverso dieci storie, firmate da altrettante star del panorama italiano: Grazia Nidasio, Milo Manara, Silver, Giorgio Cavazzano, Angelo Stano, Davide Toffolo e tanti altri. A coordinare le sceneggiature di ciascun lavoro sarà sarà Alfredo Castelli (Martin Mystère). "Ognuno lavorerà con massima libertà, entro una cornice però: quella di Milano, delle sue strade e dei suoi quartieri", dice l'assessore Finazzer Flory. "La mostra deve restituire ai visitatori l'emozione di vivere in questa città", spiega Alfredo Castelli e gli fa eco ancora l'assessore: "Se potessi, aprirei un ufficio speciale: l'Ufficio Emozioni Smarrite". "Potrebbe essere il titolo di una storia in mostra" dice Castelli.

Intanto Sergio Bonelli ricorda: "quante volte sono stato contattato per iniziative istituzionali che celebrassero il fumetto italiano, e quante volte poi non se ne fece nulla. Oggi preferisco stare in disparte ed entrare in azione a cose sicure". Milo Manara, invece: "Sono appena tornato da Grenoble, dove ho partecipato a una conferenza sul fumetto insieme al presidente dell'Accademie Fraçaise. Stavo pensando a come in Italia le istituzioni culturali snobbino il fumetto quando mi è arrivata la proposta della mostra milanese. Avrei peccato di ingratitudine a non accettare, ma onestamente il progetto è ancora tutto in divenire". La certezza di cui ci parlava Bonelli.