Materia prima, Recensione mostra

Materia Prima al PAC

Nello spazio di via Palestro, un gruppo di artisti russi svela il fascino di cartone, ferro e legno

Definire "Povera" l'Arte in mostra al PAC fino a settembre, sembra inevitabilmente riduttivo. È vero, si tratta di opere realizzate con materiali economici, naturali e riciclati. Ma l'esposizione è talmente densa di spunti e sfaccettature da lasciare sbalorditi ad ogni passo. Materia Prima. Russkoe Bednoe, questo il suo titolo, raccoglie i lavori di 22 artisti russi: proiezioni, sculture, installazioni, fotografie che raccontano percorsi differenti, eterogenei e originali. L'iniziativa fa parte del ricco programma dell'Anno della cultura russa in Italia e della cultura italiana in Russia, che comprende anche numerosi spettacoli teatrali, concerti e proiezioni, in calendario dal prossimo autunno.

UMILTÀ E BELLEZZA - L'Arte Povera in questione non è quella che abbiamo imparato a conoscere con Mario Merz e Michelangelo Pistoletto. Come spiega il curatore Marat Gelman, gli artisti russi, a differenza degli italiani, non hanno compiuto una scelta consapevole per distaccarsi dallo stile dominante. "Non avevano possibilità paragonabili a quelle degli artisti occidentali" dice Gelman "ma si sono resi conto della ricchezza dei materiali naturali, ne hanno scoperto la bellezza, le potenzialità e la tradizione".

LE OPERE - Nel museo di via Palestro si possono così ammirare gli ironici quadri suprematisti ricreati dal collettivo Sinie Nosy usando pane e prosciutto, i sorprendenti scheletri animali in legno e pezzi di antiquariato firmati da Olga & Aleksandr Florenskye, i teschi fatti di carbone e resina di Vladimir Anzelm e quelli ricavati da vecchi pneumatici di Vladimir Kozin (e la mente vola al discusso teschio in diamanti dell'artistar Damien Hirst...). E uno strano organetto, costruito dal riservato Aleksandr Brodsky. A prima vista sembra un acquario contenente un modellino urbanistico. Azionando una manovella, sulle note di Your Mother Should Know dei Beatles, una neve sottile si disperde nell'acqua e lenta si posa su una silenziosa città in miniatura. La conferma che, per ricreare magia, non servono materiali preziosi o introvabili.