Marilyn Monroe non è morta

Nel nuovo libro di Patrick Besson, autore de "Il tempo delle mele", le indagini sul caso di Marilyn, fra viaggi mentali e rocambolesche avvenuture

C'è chi ha sempre sostenuto che alcuni dei miti della musica e del cinema non siano mai morti, bensì si trovino in qualche dove e quando ad osservarci da lontano. Fra queste icone pop c'è Marilyn Monroe e Patrick Besson ha scritto un libro traendo spunto da questo argomento, che potrete approfondire insieme a lui venerdì 23 Marzo alle 18 alla Libreria Hoepli (Via Hoepli, 5 - Milano).

MARILYN MONROE NON E' MORTA - Il libro del noto scrittore francese narra di lui che nel 1989 si ritrova in uno sperduto bar nella cittadina americana di Bridgeport, in procinto di scrivere il suo nuovo romanzo, Julius e Isaac. All'improvviso, seduta al bancone del bar, incontra lo sguardo di una donna dalla fisionomia inconfondibile: capelli biondi, espressione nota... ma certo, è Marilyn Monroe! Inizia il viaggio sulle tracce di quella che sembra essere davvero la famosa attrice o la sua copia esatta. Tornato in Francia, Patrick Besson indaga sulla morte dell'attrice, episodio in parte ancora misterioso della storia di Hollywood. Le indagini del protagonista cercano di ricostruire, con tono ironico e irriverente, i motivi della scomparsa di una delle più famose icone del cinema americano, suggerendo un'improbabile quanto romantica spiegazione, una fuga d'amore con J.F.Kennedy. Attraverso una serie di episodi rocamboleschi e imprevedibili, Patrick Besson trasporta il lettore nel mondo emotivo e mentale di Marilyn, dando sfogo alle fantasie comuni che da sempre l'attrice suscita.

L'AUTORE - Patrick Besson, di padre russo e madre croata, scrive su alcune delle più importanti testate francesi fra cui Le Figaro, L'Humanité, Voici. Enfant prodige della letteratura francese, pubblica il primo romanzo a diciassette anni. Tra gli altri suoi libri anche il Tempo delle mele, divenuto un grande successo cinematografico. Nel 1985 riceve il Grand prix de l'Academie Française per il romanzo Darae, dieci anni dopo, il premio Renaudot per Les Braban, pubblicando in tutto una quarantina di opere presso vari editori francesi.