La commedia dell'arte, recensione mostra

Magnifiche illusioni

Con "La commedia dell'arte", Palazzo Reale dedica un'ampia personale al surrealista Alberto Savinio

Visionario, colto, poliedrico. Andrea de Chirico, in arte Alberto Savinio, è il protagonista dell'antologica La commedia dell'arte, a Palazzo Reale fino a giugno. Poco distante dal Museo del Novecento, dove sono esposte alcune opere del fratello Giorgio. Savinio è stato uno dei maggiori artisti italiani del Secolo breve. Surrealista precursore del Postmoderno, fu anche poeta, drammaturgo e musicista.

MITOLOGIA E FUMETTI -
La mostra è un viaggio nell'universo complesso, onirico e metafisico dell'autore. Nato ad Atene nel 1891, ai piedi dello "scheletro di marmo" del Partenone, Savinio mescola riferimenti a leggende e ricordi familiari, citazioni colte e spunti popolari. Tra rovine e antichi templi, l'artista crea personaggi mutanti, uomini e donne con testa di struzzo, gallina, toro, giganti con volti piccolissimi e mani enormi. L'autore non resta legato alle atmosfere del Mito: mescola elementi classici e fumettistici, e nei suoi scritti non esita a definire Topolino come un personaggio surrealista, capace di ribaltare la gerarchia basata sulla centralità dell'essere umano e criticare i vizi della società borghese.

NON SOLO PITTURA -
Fermo sostenitore dell'idea che sia "triste e stupido" chiudersi dentro la propria arte, Savinio mescola linguaggi diversi. Si cimenta nella realizzazione di tessuti, arazzi, tappeti, stoffe per abiti, ceramiche e mattonelle. Collabora con il Teatro alla Scala e disegna i costumi di scena per pièce tra cui Oedipus Rex (1948) e I racconti di Hoffmann (1949). Il suggestivo percorso espositivo è aperto e chiuso dall'intensa voce di Toni Servillo. L'omaggio di un grande attore a un artista eclettico sospeso tra pittura e teatro.

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