Lettere dalla Kirghisia

Basta sapere immaginare un'isola perchè inizi ad esitere veramente

Immagina le stelle, scoprirai che sorridono sempre. Immagina intensamente e vedrai dove gli altri pensano che non ci sia niente. Lo sguardo si posa sereno sulla copertina di un libro edito da L'Immagine, turchese, tinto di felici tulipani gialli. Sopra sta semplicemente scritto Lettere dalla Kirghisia di Silvano Agosti.

Basta sapere immaginare un'isola perchè inizi ad esitere veramente, ma ecco per i più dubbiosi qualche cenno geopolitico. Per la storia i Kirghisi sono una popolazione nomade d'origine mongola, in parte sottomessi ai Kazaki e in parte agli Uzbechi, infine assoggettata dai russi nel 1864. La Kirghisia fu costituita prima in regione autonoma nel 1924, poi in repubblica autonoma nel 1926 e, finalmente, in Repubblica Socialista Sovietica nel 1936. E'indipendente dal 1991. Ma Silvano Agosti parla a noi Occidentali, costretti ad un vivere soffocante, di una terra dove le persone vivono in armonia tra loro e con l'ambiente e dove si lavora tre ore al giorno, percependo comunque uno stipendio pieno. Questo è possibile per il fatto che un lavoratore felice, che ha tempo da dedicare agli affetti e alle sue passioni, rende molto di più di un lavoratore assorbito dal mestiere che fa per otto ore giornaliere o anche più. Stupefacente è soprattutto il fatto che i politici svolgano attività di volontariato, ricevendo un paga normale, ma proprio per questo riescono a tutelare davvero il bene comune. Non esistono quelle gabbie di cemento dette scuole, la creatività dei giovani è lasciata libera di apprendere naturalmente, giocando nei parchi ed avvicinandosi spontaneamente al sapere. Un fiorellino azzurro appuntato sul petto indica chi ha desiderio di fare l'amore e così i rapporti interpersonali vengono facilitati. Per le strade non si vedono auto e ognuno si cura di mantenerne pulita un pezzettino.

La costituzione è composta da un solo articolo, facile da ricordare e quindi non scritto "Al centro di ogni iniziativa, l'attenzione dello Stato e dei cittadini va innanzitutto all'essere umano". Sogno o realtà? A noi piace credere che possano esistere realmente una, molteplici Kirghisie, dove si possa andare a dormire col cuore gonfio di gioia e ci si possa risvegliare con gli occhi lacrimanti di nettare vitale.

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