Le radici della vita secondo Salgado

Il grido d'allarme del grande fotografo brasiliano, per riscoprire la meravigliosa poesia di lande e popoli ancora incontaminati

Immagina il mondo là dove è ancora incontaminato, in quelle pieghe della crosta terrestre dove i popoli credono ancora ad antiche leggende e trovano nella dea madre natura la propria fonte vitale, rispettandola e nutrendola del duro lavoro quotidiano. In quei luoghi gli esseri viventi godono di pari dignità e non è l'uomo ad avere il primato sulle specie. Queste lande sono la Genesi di Sebastião Ribeiro Salgado, in mostra fino al 17 giugno a Forma - Centro Internazionale di Fotografia.

RADICI RITROVATE - Il progetto del grande fotografo brasiliano è un viaggio fisico e mentale alla scoperta delle nostre radici, che oggi sembrano venire sradicate dalla frenesia del denaro, assurto a "dio" contemporaneo che acceca con i suoi miraggi di onnipotenza. Chi lo possiede allo sfinimento viene privato del buon senso e chi non lo ha, ma lo brama, vien preso da una deprimente incompletezza. Nella sua interezza ed integrità, attraverso i particolari visti dall'occhio di Salgado, si può tornare a sentirsi parte di quelle comunità indigene ritratte nelle stampe baritate ai sali d'argento.

ESISTENZA RADIOSA DI VITA - Il grido d'allarme si ripete ogni giorno, echeggiando dalla televisione ai giornali, palpabile già sulla nostra pelle. Eppure la maggioranza della popolazione sembra essere sorda, chiusa nel fare solo il proprio interesse. Salgado ci pone di fronte alle origini della vita, mostrandocene l'incanto e la meravigliosa poesia. Corpi che appaiono terre e terre mutanti che sembrano pelle. Una coda di balena argentina emerge argentea dalle acque dell'oceano, mentre un'iguana marina delle Galapagos si scalda al sole. Dune a parabola, formate da venti contrastanti e di egual intensità, dialogano con  il pachidermico deserto della Namibia, dove le bellissime donne della tribù Himba sono quasi senza uomini, essendo essi emigrati altrove per la caccia. In Brasile giovani ragazze Kamayura si preparano per la cerimonia di Amuricaña e gli sciamani si lasciano ritrarre in gruppo, mentre i Waura navigano sul fiume fra i vapori acquei per rendere onore agli illustri defunTi. Un vulcano del Congo vive di primigenio magama e la fiaba di un iceberg fra le isole Shetlands e Paulet ci fa entrare in un mondo glaciale dove regnano incontrastati i pinguini. Ora chiudi gli occhi e immaginia un'esistenza più radiosa, dove la natura è ancora complice delle creature che ospita... meglio, no?!