Le Joie de Vivre

Duecento opere di Picasso in mostra a Palazzo Grassi a Venezia fino all'11 marzo 2007

PICASSO A VENEZIA - La pittura geniale di Pablo Picasso torna a splendere sulla Laguna di Venezia. Palazzo Grassi spalanca le porte fino all'11 marzo 2007 alla mostra La Joie de Vivre, una selezione accurata di 200 opere che ripercorrono quattro anni di vita del padre del cubismo. La Serenissima offre fino l'opportunità di rivedere l'aspetto poliedrico di questo artista attraverso pitture, disegni, incisioni, sculture e ceramiche. Oltre a collezioni pubbliche e private, l'evento ha come fonte principale il Museo Pablo Ricasso di Antibes, attualmente chiuso per lavori. All'interno dell'esposizione domina La Gioia di Vivere, opera significativa del 1946 che esprime al massimo un periodo felice del pittore di Malaga. Per questo l'opera è la chiave di accesso a tutto il percorso della mostra, che comunque si ritrova alle spalle il brioso tragitto sperimentale picassiano.

PICASSO E IL MEDITERRANEO - Nato nel 1881 sulle sponde del placido mare di Malaga, Pablo Picasso a dieci anni si sposta a La Coruna sull'impetuoso Atlantico. Nel 1904 si trasferisce a Parigi e, man mano che si allontana dal Mediterraneo, egli prende coscienza del legame profondo che lo unisce al suo mare e alla sua luce. Sarà nel viaggio in Italia del 1917 che il Mediterraneo tornerà al centro della sua opera, soprattutto dopo la scoperta delle rovine di Pompei. Sarà poi Matisse, stabilitoso a Nizza, a influenzarlo, fra il 1945 e il 1948 durante la sua residenza ad Antibes. Nelle opere esposte a Palazzo Grassi di Venezia, il tema ricorrente è appunto la vita in riva al mare ed il suo fluire con quella serena poesia azzurra. Un pescatore cubista si addormenta appoggiato ad un tavolo, piatti di frutti di mare, ricci polposi e tanti, tanti fauni ridenti che inneggiano alla vita con flauti giocosi, come accade nella tela che dà il nome alla mostra. Le Joie de Vivre è una composizione che ruota attorno alla morbida e voluttuosa figura di una donna-fiore. Una luce celeste inonda il quadro, frutto dell'istinto e del calcolo insieme, apice di un tema più volte toccato. Una barca con la vela gialla a sinistra simboleggia il mare. Al centro una donna si allunga nella danza fra due capretti, un centauro che suona il flauto e un fauno che suona il diaulo. Il delicato cielo di madreperla accoglie il festoso inno alla gioia di vivere. La testa di fauno cornuto ricorre spesso nella produzione di Picasso, che la utilizza come segno distintivo, come firma. Questo è il quadro più colorato di Antibes poichè egli vuole esprimere con la massima intensità la folle felicità di cui allora era colmo.

FRANCOISE GILOT - Musa, modella e madre di Calude e Paloma, Francoise Gilot è la figura chiave del periodo di Antibes. Nei dieci anni in cui sarà la compagna di Picasso saranno la sua innocente e giovane bellezza, la sua lunga chioma castano-rossiccia a ispirare il genio. E' lei la danzatrice de Le Joie de Vivre. Nei ritratti appare dolcemente imperturbabile, di una rassicurante femminilità. Nella vita a fianco di Picasso si dimostrò molto autonoma e con una volontà di ferro.

CERAMICA E FOTOGRAFIA - A Vallauris Picasso scopre la ceramica e, inebriato da questa nuova esplorazione artistica, in un anno realizza più di duemila pezzi, di cui Palazzo Grassi ne presenta un'ottantina. Le forme sono di tori, fauni, vasi-gufo, donne-brocca. Ritroviamo il maestro in numerose fotografie del tempo. Fu il primo artista che venne ritratto sulle copertine delle grandi riviste internazionali di attualità mentre era in vita e più volte (Life, Time, Paris Match), divenendo così una celebrità. Fra le immagini, alcune cercano di indagarlo più intimamente, in particolare quelle di Michel Sima, che documentò costantemente il lavoro di Picasso ad Antibes e che gli regalò una piccola civetta. Da quel giorno quel piccolo animale, che gli somigliava pure un po', divenne anche lui "amico" e ispiratore di Picasso.