La triade di Barbieri

Uno dei padri della fotografia di moda racconta il mistero del femminile con le sue immagini patinate e raffinate

I ritratti gemelli di Monica Bellucci e di Veruschka sono i primi ad incontrare i visitatori della mostra dedicata da Palazzo Reale a Gian Paolo Barbieri. Due donne, l'attrice italiana e una delle prime top model, diverse nell'età, nei corpi, nel fascino, ma identica è la femminilità. Benvenuti nel mondo di Barnbieri.

TESTIMONE DELLA TRIADE - La fotografia dell'artista milanese non ha velleità documentaristiche, ma come spiega Sgarbi "genera il sogno", un sogno di perfezione irrealizzabile che diventa mito. I soggetti del "sogno" di Barbieri sono le donne. Un film si chiedeva che cosa volessero le donne, a l fotografo importa ciò che le donne sono, quello che incarnano: Eleganza, Seduzione e Femminilità, una triade che ne sintetizza l'essenza.  Sofia Loren, Angelica Houston, Veruschka, Audrey Hepburn, le modelle dei servizi di moda, sono tutte dee rappresentanti di quella trinità. Noto come fotografo di moda, Barbieri sa bene che le mode passano, eppure le campagne pubblicitarie che portano la sua firma (su tutte quelle di Versace degli anni '70, di Ferrè nei '90, della Westwood o di Valentino) sono tutte senza tempo.

FILM, POLPI E ORCHIDEE - Più avanti, nel percorso espositivo c'è anche una serie di scatti ispirati al cinema: citazioni di Casablanca, Gli Uccelli, Caccia al Ladro. Si tratta di un omaggio più a Ingrid Bergman, Tippi Hedren, Grace Kelly che ai film, in quanto donne algide, elegantemente seduttive, iperfemminili. Nell'ultima sala sono invece concentrate le opere frutto dei viaggi in Madagascar, Seychelles, Thaiti. L'occhio dell'artista si concentra su bouquet di pesci, polpi stesi al sole, caschi di banane e uomini sempre in compagnia di animali appena catturati. C'è posto anche per una breve serie di orchidee "warholiane" su fondo rosso, giallo, blu.

OGNI DETTAGLIO AL SUO POSTO - Barbieri è in grado di cogliere l'essenza di chi o cosa sta oltre l'obiettivo. Le donne (che sia la Loren o la modella del servizio di turno) comunicano tutta la loro femminilità, la tartaruga la sua "tartarughità" e Nureyev la propria nureyevità. Le luci, le scenografie, gli abiti, il trucco, tutto è pensato, progettato, studiato perchè l'immagine riveli la sua anima. L'artista ha costruito con pazienza e scrupolo la cornice in cui immortalare la sua "preda", prevalentemente femminile. Se la moda è la mano tesa che permette alla femminilità di sgusciare fuori dai corpi, la macchina fotografica di Gian Paolo Barbieri ha permesso al mondo di assistere allo spettacolo e fermarlo nel tempo.

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