Là, fra i laghi di Mantova

Virgilio accompagnava Dante tra Inferno e Purgatorio. Perchè non farsi accompagnare nella sua città natale?

Itinerari oltre le porte di Milano, alla scoperta di architetture dal passato glorioso e intrigante, paesaggi esaltati dalle avvolgenti luci autunnali ed eventi che meritano i chilometri percorsi. Lasciare Milano per il week end, in nome dell'arte non sarà un tradimento e allora via, alla volta di Mantova. 

NELLE STANZE DEL POTERE - Incastonata tra il Mincio, il Lago Superiore, Inferiore e quello di Mezzo, si offre generosa delle sue bellezze. Ne è esempio Palazzo Ducale, il cui nome è indssolubilmente legato a quello dei Gonzaga e che fu sede del potere politico dal XIII al XVIII secolo. Qui è in corso la mostra Bonacolsi l'Antico, la prima moografica dedicata allo scultore che operò alla corte di Isabella d'Este e di Francesco II Gonzaga (infoline 0376 352100). Già da sè Palazzo Ducale vale la visita: perdersi nei suoi infiniti corridoi è l'occasione per imbattersi in una meraviglia dopo l'altra, fino allo splendido giardino pensile del refettorio, alla Galleria degli Specchi o alla celebre Camera degli Sposi affrescata dal Mantegna.

UN GIOIELLO DI CASATO - Il potere dei Gonzaga si riflette nella magnificienza delle ricchezze accumulate in gioielli e preziosità, testimoniata oggi nell'esposizione Il Cammeo dei Gonzaga. Vetri soffiati, vasi, quadri, stoffe, maioliche coralli. Una collezione  davvero sterminata ricostruita grazie alla collaborazione tra diversi musei: dalla National Gallery di Washington all'Ermitage di San Pietroburgo; dal Louvre al Kuntsthistoriches Museum di Vienna (infoline 0376 369198). Custode della mostra è il rinascimentale Palazzo Te: imperdibile la sua Sala dei Giganti, dove gli affreschi (sviluppati in lunghezza in una sorta di striscia fumettistica ante litteram ) che raccontano il mito greco della scalata dell'Olimpo da parte dei Titani.

PIACERE DI CONOSCERTI, MATILDE - L'excursus storico mantovano passa poi dalla Casa del Mantegna dove è ospitata Matilde di Canossa, il Papato, l'Impero. Documenti storici e proiezioni multimediali traghettano i visitatori direttamente nel 1077. All'epoca i due pesi massimi del potere temporale e spirituale - Enrico IV e papa Gregorio VII - vennero  ai ferri corti (per usare un eufemismo) e la pacificazione avvenne nel castello di Canossa grazie all'intervento dell'abate di Cluny e soprattutto di Matilde. La vita della potente contessa viene ricordata nella mostra e fa da espediente al racconto dello sviluppo della città di Mantova negli anni a lei contemporanei.