La Conversione di Saulo, o della Seconda Possibilità

Caravaggio fa cadere da cavallo San Paolo a Palazzo Marino, giusto sotto alla Madonnina

Michelangelo Merisi da Caravaggio fa il suo rientro a Milano con l'opera fresca di restauro La Conversione di Saulo, datata 1601. Un ritorno che l'Amministrazione Comunale ha concordato con la Principessa Nicoletta Odescalchi, proprietaria dell'opera, che ha messo a disposizione il dipinto su tavola all'intera cittadinanza, poichè l'opera sarà esposta al pubblico fino a metà dicembre, con ingresso libero.

CARAVAGGIO, IL MILANESE - "Caravaggio trova posto nel cuore di Milano, anzi, nel cuore del cuore di Milano: nella Sala Alessi di Palazzo Marino, forse la stanza più bella della sede del Comune" dice Letizia Moratti, che entusiasta annuncia anche una novità: "Siamo in trattative con la Curia per poter avere ed esporre il documento originale che attesta la nascita di Michelangelo Merisi proprio nella nostra città". Travagliato il percorso della Conversione, commissionato al pittore da Tiberio Cerasi per la cappella in S. Maria del Popolo a Roma, ma mai esposto laggiù e anzi destinato a vagare per l'Europa restando a lungo in Spagna, per poi rientrare in Italia, a Genova, fino ad approdare all'ombra del Teatro alla Scala, grazie ad accordi stretti in sinergia con Enel, partner della mostra.

LUCE E PERSONAGGI - Più concentrato su una presentazione "artistica" è l'Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory che sottolinea le difficoltà incontrate nel trovare una calibrata illuminazione all'unica opera dipinta su tavola dal maestro, una problematica legata al fatto che "La Conversione di Saulo ha una propria luce interna, determinante nell'esaltare i contenuti del dipinto, come solo Caravaggio sapeva fare". La luce diventa uno strumento per l'artista, mezzo scenografico per proporci i personaggi sulla tavola. C'è Paolo, da primo, acerrimo persecutore dei cristiani a discepolo in prima linea di Cristo. E c'è ovviamente Gesù, potente presenza che non ruba la scena al personaggio del convertito, com'è giusto che sia. Paolo, metafora di un'umanità tronfia di certezze e violenta nel perseguirle, Paolo metafora di un'umanità che cade da cavallo, un'umanità colta in fallo, anzi colta semplicemente nella sua ineluttabile fragilità, un'umanità a cui però non viene negata la speranza e una seconda possibilità.

Questa esposizione "anomala" nel panorama artistico milanese non è un richiamo solo per i turisti, anzi è un'opportunità pensata in primis per i milanesi e c'è da scommettere che i cittadini non resteranno indifferenti all'iniziativa. D'altronde al termine della prima giornata di apertura, i visitatori della Conversione di Saulo erano ben ottomila.