L'uomo di Kinshasa

L'iperbolica contemporaneità dell'Africa dipinta dal grande maestro congolese Cheri Samba, per l'umanità

Tutta la forza di Mama Tierra nei colori del congolese Cheri Samba, che irradia amore per questa vita con le sue creature dense di denuncia sociale e significati nascosti, ma neanche tanto, visto che, a spiegare ciò che non può venire subito colto, vengono in aiuto le scritte tanto care all'artista.

IPERBOLICA CONTAMPORANEITA' - Non corpi nudi dipinti in maniera realista, non moti di piazza con basi filosofiche. Cheri Samba rappresenta l'umana follia scagliatasi contro la sua Africa, cuore pulsante e radice del creato. Le sue grandi tele, alla Galleria Corsoveneziaotto fino al 31 gennaio 2008, si animano di persone, ognuna colta nella sua unicità, con la propria sfumatura di sorriso, autentica risorsa del popolo africano. Pur dipingendo la povertà e la disperazione, lo sperpero del denaro, l'abuso di potere, la solitudine, Cheri non lo fa inscenando cupi drammi, bensì regalandoci "fotografie" iperboliche della vita moderna africana. Con sarcasmo e quella dolcezza che basta dove serve, ci sbatte in faccia situazioni che su un giornale farebbero voltare pagina, a qualcuno...

L'UOMO DI KINSHASA - Artista cosmopolita, la leggenda narra che la sua prima esposizione a Kinshasa fu di quadri appesi ai rami di un albero in mezzo ad un incrocio. Samba si fece conoscere poi dall'Occidente con una grande mostra al Centre Pompidou di Parigi, Le magiciens de la terre. Egli in Francia è considerato artista di riferimento dell'Africa contemporanea. Quest'anno l'abbiamo visto in Italia alla Biennale di Venezia, dove l'impatto con i suoi quadri sovrasta anche la bellezza della laguna. Ironico, sarcastico, intriso di gioia e humor il suo stile avvolge chi lo incontra e ti cambia un pezzetto di vita, perchè "l'uomo di Kinshasa", come Cheri Samba si definisce, dipinge per l'umanità.