L'età di Leonardo e Bramante tra i Navigli e il Ticino

Il Convento dell'Annunciata di Abbiategrasso torna all'antico splendore con Rinascimento Ritrovato

ABBIATEGRASSO CAPUT MUNDI - Domenica 18 febbraio ha aperto al pubblico il Convento dell'Annunciata di Abbiategrasso, al termine di un lungo e accurato intervento di recupero architettonico e artistico che ha permesso di riportare alla luce un intero ciclo di affreschi di età rinascimentale. Per l'occasione, l'antica chiesa, i chiostri e le sale del complesso quattrocentesco ospitano fino al 20 maggio la mostra Rinascimento ritrovato: l'età di Bramante e Leonardo tra i Navigli e il Ticino, organizzata dal Comune di Abbiategrasso, dalla Provincia di Milano e dall'Università degli Studi di Milano.

FRA STORIA, ARTE E GEOGRAFIA - La mostra è strutturata in cinque sale preparatorie: le prime due riguardano il borgo, fra storia, conformazione naturale e risorse, la terza e la quarta la vita di corte, con l'esposizione di importanti dipinti e affreschi, e la quinta consiste in un percorso fra documenti legati agli sviluppi dell'area del convento stesso. Terminate le cinque sale il pubblico può quindi scendere nella vera e propria chiesa di fattura tardo gotica, dove i recenti restauri hanno riportato alla luce un importante ciclo di affreschi del leonardesco Moietta – lavoro portato avanti con cura e dedizione dalla "restauratrice" di fama mondiale Pinin Brambilla, realizzatrice, fra l'altro, del lavoro sull'Ultima cena di Leonardo al Cenacolo Vinciano di Milano. L'Annunciata sarà destinata in parte a sede distaccata dell'Università Statale di Milano - facoltà di geografia - in parte a sede congressuale, e in parte a centro espositivo permanente per mostre.

IL SAPORE DELLA STORIA - L'emozione di aggirarsi nei chiostri cari tanto ai Visconti quanto ai Frati Minori Osservanti è palpabile sui visi dei cittadini, dei vecchi abitanti del complesso- che fino a una decina di anni fa era alloggio per molte famiglie di artigiani- e della folla di turisti. Un platano secolare custodisce secoli di storia, mutamenti, ricostruzione, percorsi di religione e potere, di fortune e decadenze. Cala la sera e le luci accrescono il fascino di questo scrigno dove il sapore di un passato onnipresente regala scorci emozionali notevoli.