L'arte di Christo e Jeanne-Claude

Al Museo d'Arte Moderna di Lugano la retrospettiva sulla coppia che impacchettò l'arte

La retrospettiva che apre la stagione espositiva 2006 del Museo d'Arte Moderna di Lugano è dedicata all'artista di origini bulgare Christo Javacheff e alla sua compagna Jeanne-Claude, ammirati e celebrati in tutto il mondo per le loro opere che escono dagli spazi tradizionalmente adibiti alla produzione artistica.

Christo nasce a Gabrovo nel 1935, da una famiglia di imprenditori. Ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Sofia, e poi a Praga e a Vienna. Nel 1958 si trasferisce a Parigi dove entra in contatto con gli ambienti legati alla corrente del nuovo realismo e inizia ad "impacchettare" oggetti con tele e plastiche trasparenti realizzando i primi Packages e Wrapped Objects. Nello stesso anno incontra Jeanne-Claude nata nel 1935 a Casablanca, in Marocco, da una famiglia di tradizioni militari, laureata in latino e filosofia all'Università di Tunisi e da allora sua compagna di vita e collaboratrice.

Insieme danno vita ad un perfetto sodalizio che si esprime nella loro produzione più caratteristica, "l'impacchettamento" dapprima di oggetti di piccole dimensioni, poi sempre più estesi, fino a giungere ad interi edifici nel 1968 con l'intervento sulla Kunsthalle di Berna. Da allora la coppia produce un’intensa attività artistica che coinvolge molte delle città e dei luoghi più significativi e suggestivi del globo con magistrali interventi dalla forte carica espressiva, che si sono distinti in quanto spazi sintonici con la loro esperienza di vita e il personale sfondo culturale di provenienza e hanno saputo ispirare la loro curiosità e immaginazione visuale.

La mostra, che ha potuto concretizzarsi in virtù di una viva e proficua collaborazione con gli artisti e li ha visti partecipare con entusiasmo e rigore al progetto sostenendolo in tutte le sue fasi realizzative, documenta i principali temi e momenti della loro sfaccettata ricerca e attraverso un percorso cronologico e sale a tema si propone di evidenziare la loro peculiare evoluzione creativa: dai primi Packages e Wrapped Objects, oggetti disparati occultati con tessuto e spago realizzati alla fine degli anni cinquanta, alla creazione di Show Cases e Store Fronts (1963-1964) e Oil Barrels Structures (1967), fino ai progetti che a partire dagli anni Sessanta assumono a prestito lembi di territorio, strutture e spazi pubblici e con interventi temporanei rifocalizzano la percezione dello spazio, di un'antica costruzione storica o di un paesaggio, assegnando loro maggiore forza evocativa.

I principali progetti esposti, dalla forte carica suggestiva, sono stati realizzati prima a Kassel 5,600 Cubicmeter Package, Documenta 4 e Berna Wrapped Kunsthalle (1968), poi in Australia Wrapped Coast, One Million Square Feet, Little Bay, Sydney (1969), a Parigi The Pont Neuf Wrapped (1985), a Berlino Wrapped Reichstag (1995) per giungere al primo progetto eseguito dalla coppia a New York The Gates, Central Park (2005). Sarà inoltre possibile scoprire in anteprima la prossima proposta destinata allo Stato del Colorado Over the River, Project for the Arkansas River alla quale gli artisti si stanno applicando con dedizione dal 1992.

La modificazione percettiva dei luoghi e dei manufatti, mai invasiva, adotta materiali e tecnologie d'avanguardia e risponde sapientemente all'articolata dinamica di componenti sociali, umane ed economiche che costituiscono lo sfondo imprescindibile delle loro realizzazioni: un ampio panorama interdisciplinare del quale è possibile avere ricca documentazione ed esperienza diretta, attraverso l'iter espositivo di Villa Malpensata.

Informazioni
Dal 12 marzo al 18 giugno 2006

Orario:
Da martedì a domenica: dalle 9.00 alle 18.00
Aperto Lunedi 17 aprile, 1° maggio e il 5 giugno

Ingresso:
Da Euro 2 a Euro 8

Tel. 0041 (0)58 866 72 14

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