L'arte contemporanea guarda ad Oriente

La Cina avanza a ritmo vertiginoso non solo nell'economia ma anche nell'arte alla conquista dell' Occidente

La nazione di Confucio e Mao Tse Tung ha un prodotto interno lordo annuo che raggiunge percentuali elevatissime ed un livello di esportazioni che fa tremare gli Stati Uniti; ora anche nell'arte il "Dragone" avanza inarrestabile con una sperimentazione artistica in continua evoluzione e dai risultati sorprendenti e in continua ascesa.

BREVE STORIA DELL'ARTE CINESE- L'arte contemporanea cinese da pochi anni ha attirato l'attenzione dei circuiti artistici occidentali, in realtà il processo di formazione artistica in Cina si è attivato già da decenni. La creazione figurativa nel paese del Sol Levante  inizia alla fine degli anni ’70 in seguito al venir meno della dittatura Maoista, ma anche durante la Repubblica Popolare non mancano produzioni degne di nota.Nel 1976, con la morte di Mao, nasce la vera arte contemporanea cinese, non più pubblica e collettiva, ma sempre più rivolta a temi che guardano all'individualità e all'introspezione emotiva ispirandosi con forza ai movimenti artistici occidentali come l'Impressionismo, il Surrealismo e l'Iperrealismo. Nel febbraio del 1989 la Galleria Nazionale di Pechino organizza la storica mostra China-Avant-Guarde raccogliendo tutta l'euforia sperimentale del decennio trascorso. Gli anni '90 sono caratterizzati  da cinismo e pragmatismo causati dal pesante crollo degli ideali di riforma liberale e di riscatto ideologico del passato; molti artisti si trasferiscono all'estero alla ricerca di un ambiente più aperto alla sperimentazione artistica. In Cina i linguaggi cominciano ad orientarsi verso l'ironia e il cinismo e tutti i simboli della precedente esperienza ideologica vengono azzerati con pennellate di forte sarcasmo, Mao viene addirittura truccato in alcune opere come i personaggi femminili dell'opera di Pechino. Alla fine degli anni '90 la nazione orientale si apre all'utilizzazione di nuovi media come la fotografia, i video, l'arte digitale e le istallazioni. Contemporaneamente l'Occidente scopre la Cina come nuova sorgente di creatività e si attiva un nuovo circuito di scambi culturali oggi sempre più in fermento.

LA CINA ALLA CONQUISTA DELL'OCCIDENTE- Negli ultimi 10 anni gli artisti cinesi hanno letteralmente invaso gallerie e fiere internazionali di arte contemporanea ed anche spazi pubblici.
Numerose sono state le mostre e le retrospettive dedicate alla creazione cinese al MOMA di New York, al Centre Pompidou di Parigi, a Londra ed Amburgo. L'Italia da poco ha rivolto l'attenzione a questa nazione inserendola nel suo sistema artistico e nel 2005 le ha dedicato stabilmente un intero padiglione alla Biennale di Venezia. Sono state organizzate anche numerose mostre in tutta il Bel Paese , l'ultima a Milano Why do you think you are? durante il Miart 2007, in collaborazione con la Tang Contemporany Art di Pechino. L'esposizione presentava le opere degli artisti più rappresentativi dell'arte contemporanea cinese cercando di comprendere la loro identità creativa e quanto sia stata ed è influenzata dal contesto internazionale e allo stesso modo quanto lo scenario creativo occidentale cambi per la presenza di queste nuove fonti d'arte, non solo per quanto concerne la creazione ma anche nella fruizione.

ED ORA TUTTI IN CINA- Viste le nuove tendenze nel mondo dell'arte e soprattutto le quotazioni nei mercati artistici delle opere made in China gli operatori artistici hanno capito che lavorare direttamente sul campo potrebbe essere  la chiave giusta per raggiungere nuovi traguardi. Ecco perchè molte gallerie hanno deciso di aprire succursali a Pechino e Shangai, non solo per favorire nuovi potenziali acquirenti ma anche per i notevoli risparmi nei costi di logistica e manodopera.
A Milano la Galleria Marella di via Lepontina oltre a dedicarsi totalmente a mostre dedicate ad artisti cinesi, l'ultima The Weight of Reality, ha una sua diretta omonima a Beijing, prossima città delle Olimpiadi 2008, dove mostra al pubblico del Sol Levante artisti italiani creando sinergie che animano lo scenario artistico contemporaneo e contribuiscono notevolmente all'integrazione culturale tra nazioni. Inoltre esiste una fitta rete di gallerie cinesi che espongono l'arte contemporanea nazionale: a Shangai abbiamo il Bizart Art Center nel quartiere artistico dell'M50 che ora ospita la personale Insult Art dell'artista Jin Feng e Shangart dal 7 aprile fino al 9 giugno espone No Snow on the Broken Bridge film e videoistallazioni di Yang Fudong.  Alla 798 di Pechino presentati i paesaggi fantastici di Yuan Shun nella mostra Soft Landing. La Galleria è invasa dalla ricostruzione dettagliatissima della prima colonia umana su Marte. Poi Aura Gallery di Hong Kong e Arte Scene di Beijing, insomma grande fermento culturale nella patria del "Dragone". Ma l'appuntamento più interessante è previsto per settembre del 2007 allo Shangai Exhibition Center dove si terrà SH Contemporany il primo evento fieristico dedicato all'arte contemporanea in Cina. Se dal punto di vista politico ed economico spesso le differenze culturali rendono il dialogo e il confronto complicato, nel mondo dell'arte è l'opposto: la diversità è creazione e stimolo, la dissomiglianza porta rinnovamento e apertura a nuovi orizzonti. L'altro è oggi la vera fonte di creatività.

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