Kiefer e Mao. Che mille fiori fioriscano

Fino al 30 marzo, la Triennale Bovisa è la cornice perfetta per le colossali tele di Kiefer

Come da un tuffo nel mare di ricordi degli anni '60, la nostalgia e la malinconia schizzano dalle gigantesche opere presentando Mao Zedong tra fiori alla Monet ed onde del mare.

BASSORILIEVI O PITTURA? – "Un Kiefer anomalo, che fa il verso a Warhol e a Monet insieme, con la sovrapposizione dell’immagine, ormai pietrificata, del leader comunista, in diversi spazi e dimensioni" (V. Sgarbi): c'è poesia frammista a dialoghi composti da frasi spezzate nelle pareti della triennale Bovisa coperte dalle tele di Kiefer. I colori blu e bianco sono impastati e rugosi, appoggiati a formare una pittura graffiante o quasi un bassorilievo: da lontano il quadro illude chi osserva e, come per le tecniche puntiniste, questo insieme scomposto di colori diventa paesaggio marino, onde di schiuma burrascosa, prati di fiori e distese di terra. Avvicinandosi alla tela si scoprono viti e chiodi, pezzi di quadro sospesi sulla tela: una volontà ingannevole dell'autore! Numeretti incomprensibili, crepacci e schizzi compaiono nei quadri, restituendo alle opere un’atmosfera lirica e insieme reale. Stupore ed istintive meditazioni, evocazioni e riferimenti alla grande arte, citazioni pittoriche e senso di solitudine accompagnano la visita della mostra.

ROSE E LIBRI – Appuntite ed agganciate come frecce ad un bersaglio, decine di rose secche si proiettano fuori dal quadro e creano un effetto surreale sopra la pittura. Il leviatano, i girasoli incurvati, i semi dei girasoli sono insieme a gommalacca, olio ed acrilico gli ingredienti segreti di Kiefer nella sua miscela per dipingere lo scenario in cui presentare, nascondere, far intravedere Mao. Rappresentato con il braccio alzato o con il berretto simbolo del suo pensiero, sopra un muro di mattoni o in mezzo ai fiori di Monet, Mao è il protagonista nascosto dei quadri: il messaggio è l’evocazione di un tempo oggi quasi dimenticato. Kiefer, forse, vuole indicare che la crudeltà e la grandezza di quest'uomo sembrano avvolte dall'oblio, nascoste od insabbiate come le pagine dei libri esposti: Libro, sabbia su fotografia su cartone recita la didascalia di DIAMAT. Un ottimo percorso ed un’eccellente posizione nello spazio forniscono al visitatore tutti gli elementi per accedere al ricordo di un personaggio attraverso gli occhi della storia.