Israele. Arte e vita 1906 - 2006

Cento anni di arte per descrivere il quotidiano

100 ANNI D'ARTE - Cento anni possono essere lunghi oppure passare in un soffio, tutto dipende dalla prospettiva con la quale si guarda il tempo. Se visti dal punto di vista dell'arte, 100 anni sono un lungo periodo ricco di idee innovative e, se questi 100 anni appartengono ad una terra segnata da storici contrasti, gli spunti di riflessione sono molti. La mostra Israele. Arte e Vita 1906 - 2006, a Palazzo Reale fino al 7 gennaio 2007, non vuole essere una presa di posizione politica, ma un'ampia visione del percorso seguito da alcuni dei principali artisti di questo Paese. Israele viene raccontata attraverso una selezione delle opere più significative della sua arte, dal 1906, anno dell'apertura dell'Accademia d'Arte Bezalel a Gerusalemme. L'Accademia fu voluta per caratterizzare precocemente la cultura del futuro Paese, non ancora nato. L'arte rilevante è specchio dei luoghi, dei tempi e della società ed è strettamente legata alla condizione dell'esistenza e ci aiuta a conoscere meglio un popolo e le sue radici.

IL QUOTIDIANO - 150 sono le opere provenienti dai principali musei e collezioni private di Israele. Pitture, sculture, installazioni, ma anche fotografie, testimonianze video e documentari storici, si sviluppano lungo un arco cronologico al contrario segnato dai principali eventi del Paese, dal punto di vista artistico, storico e sociale. Si entra in mostra nel 2006 fra tondi di visi ridenti per una sfortunata sorte e multiple pecore pop. Si passa per volti ( di nuovi volt, poco prima hai scritto ke si passa dai visi) e paesi, si viene risucchiati nel Mar Morto da una spirale di angurie galleggianti, alcune trafitte e sanguinanti, simbolo della vita, nella sua dolcezza e nella sua efferatezza. Si incontrano composizioni di giovani soldati, porte che si aprono, porte chiuse. Un binario senza inizio e senza fine ci proietta verso l'arte del passato che ha influenzato quella moderna e si esce nel 1906. La realtà quotidiana è narrata dal punto di vista privilegiato degli artisti. Tra le opere spiccano quelle dei Fondatori dell'Accademia Bezalel, come Reuven Rubin e Nahum Gutman, e i dipinti degli artisti degli anni '20, che testimoniano la ricerca per una nuova società. L'arte astratta degli anni '40 segna il modernismo israeliano parallelo alla creazione dello stato. Fino ad arrivare ai più contemporanei come Menashe Kadishman, Micha Ullman e Dani Karavan.