In principio... sarà la plastica

I versi dell'arte salveranno il mondo? Con un po' d'ironia forse sì. Signori eccovi la Cracking Art!

L'arte ha fatto "crack", ma anche "bau", "grrr", "hiii"... Gli animali più giocosi si sono incarnati, o meglio sarebbe dire in-plastificati, in concettuali opere d'arte che invadono le città, scalandone i palazzi e volando nei cieli metropolitani.

IL PRINCIPIO DEL CREARE - Una mostra alla Fondazione Mazzotta racchiude gli esemplari più significativi della Cracking Art e l'effetto è quello di trovarsi in un buboloso parco per bambini... un po' cresciuti. Certo, l'impatto non è quello che si ha nell'imbattersi in codesti esemplari nel loro habitat naturale, la strada. Ci si sente un po' ingabbiati di fronte al peso-non peso di uno zoo di plastica, che fa il verso al consumismo sfrenato dei nostri tempi. Cracking Art è pratica creativa che vuol riscoprire il principio universale del creare e del fare, in opposizione al solo produrre per il con-sumo... Forse che esso sia la nuova specie di lotta marziale?! 

DAL KITSCH ALLA LUNA - Dal progresso al degrado ambientale, dalle borse per la spesa ai componenti aerospaziali, dal kitsch al design, si potrebbe oggi far a meno della plastica? Dopo circa ottant'anni dalla pubblicazione del Manifesto Futurista di Balla e De Pero, ecco la stesura del Manifesto di fine millennio, da parte di Omar Ronda, William Sweetlove, Marco Veronese, Renzo Nucara, Alex Angi, Carlo Rizzetti e Kicco. Un movimento che si colloca fra vita naturale ed artificiale per dare una visione "altra" del mondo, una simbologia racchiusa nel petrolio che spesso causa la morte proprio degli animali raffigurati dai Cracking Artisti... Un nichilismo senza ritorno che nutre tuttavia un po' di speranza nell'uso del colore e della materia, nella cui sostanza organica sono imprigionati infiniti microrganismi, l'origine dell'esistere. E il messaggio è che l'uomo non è vittima di questo tempo, ma ne è protagonista nel bene e nel male.