Il testimone Koudelka

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Il testimone Koudelka

AUTORE
Roberta Gibillini
DATA NEWS
lunedì 18 agosto 2008
ARGOMENTI
Koudelka, Spazio Forma, Fotografia, Praga, Invasione, Mostra, Storia, 1968

Per Praga il 1968 significa Primavera e Invasione. Il fotografo Josef Koudelka ci testimonia la seconda allo Spazio Forma

Quanti sono ogni anno i turisti italiani che di questi tempi partono per Praga? E quanti quelli milanesi che saranno nella capitale ceca il 21 agosto? Sarebbe bello se ciascuno di loro, prima di partire, fosse stato allo Spazio Forma. Lì è in corso una mostra fotografica dedicata all'invasione sovietica di Praga, ripresa fedelmente dall'obbiettivo di Josef Koudelka, un evento che risale esattamente a 40 anni fa.

PRAGA, I FATTI DI IERI - La storia studiata sui manuali ci dice che all'alba del 21 agosto 1968 i soldati dell'allora Unione Sovietica si portavano via i sogni di fiorenti primavere e libere nutriti dagli studenti e dal segretario del Partito Comunista cecoslovacco Dubicek, e di tutti coloro che erano colpevoli di aver creduto ad un "Comunismo dal volto umano". Ancora oggi le immagini scattate da Koudelka raccontano la drammaticità di quelle ore, trasformando le asettiche righe dei libri di storia in realtà, in significato concreto, parola viva. Scatti che hanno superato la prova del tempo, perchè semplicemente testimoni di un evento troppo lacerante per essere dimenticato.

LE IMPRESSIONI DI OGGI - Allo stesso tempo però, alle ultime generazioni quelle fotografie appaiono quasi surreali: quanto è spiazzante vedere carrarmati e soldati in assetto da guerra in pieno centro cittadino? E le vetrine esplose, e il fuoco divampare, e la gente - gente comune - violata nei diritti urlare la propria rabbia per le strade? Di recente una situazione ben diversa nelle circostanze, ma simile nelle sembianze in Italia l'abbiamo avuta a Genova, per il G8 del 2001. E nessuno ne sente la mancanza.

PRAVDA JE VIC NEZ MOC - Ogni fronte di guerra e guerriglia oggi ha il suo reporter più o meno d'assalto. Quel che fa la differenza oggi, nel caso di Koudelka è il suo essere un giovane moldavo, che ricorda così lo scattare convulso di quella giornata: "Era una situazione straordinaria, in cui non c'era tempo di ragionare, ma quella era la mia vita, la mia storia, il mio Paese, il mio problema". Si lascia Spazio Forma con uno slogan vecchio di 40 anni da tenere nel cuore e a mente: "Pravda je vìc než moc". "La verità vale più del potere".

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