Il mirabolante Codex di Luigi Serafini

Uno degli "artisti-in essere" più contemporanei e strabilianti fa danzare le menti nel suo Luna-Pac

Teseo, arrivato al centro del Labirinto, trova un Minotauro annoiato che ascolta un tango da un vecchio grammofono e lo invita a ballare. Mentre il figlio di Minosse si abbandona alla danza, Teseo lo pugnala alla schiena. Attorno alla scultura Minotango gira la ruota panoramica del Luna-Pac di Luigi Serafini. S'accende una fiaba narrata dai sogni dell'inconscio e dalle visioni della veglia di quest'artista a tutto tondo, e anche più, venuto a stupefare gli occhi della mente dei viaggiatori che approdino alla sua prima grande mostra, al PAC - Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano.

MATTO, BAGATTO, FATTO - Il carrozzone di Serafini non propone elisir di lunga vita, ma pozioni "colorifiche" che stimolino l'acume con giochi di parole futuristi, associazioni mentali, invenzioni letteral-figurative, immagini shock-dissacranti, insegne luminose che guidino il pensiero per poi farlo disperdere in voli di uomini-uccelli. Interferenze di un'era dai colori radioattivi che s'attaccano alla pelle, aggrappandosi alla carne, contaminandoti fino nelle ossa. Cosa dicono i tarocchi di Serafini? Il Matto è l'essere irrazionale con il tipico berretto a sonagli pirandelliano e il fagotto sulle spalle, pieno dei suoi inconsistenti tesori. Il Matto ci fa comprendere quanto buon senso sia necessario per non uscire dal campo della ragione, da cui troppo facilmente si sconfina ogni volta che si tenta di abbordare l'infinito. Egli non si cura del dolore e qui è racchiusa la grande lezione del Matto, che ha rinunciato alla materia e all'ambizione in vista di un'evoluzione esclusivamente interiore. Si tratta infatti dello stesso uomo che ha aperto il ciclo degli arcani maggiori, il Bagatto, che attraverso i successivi passaggi lungo la via iniziatica, ha conseguito la vera saggezza. Quella del filosofo, del diverso che ha finalmente trovato il coraggio di andare controcorrente, muovendosi all'interno di se stesso, lungo le strade del cuore. Il Mondo è la realizzazione completa, il trionfo, la riuscita dell'opera in corso, dei progetti, dei desideri e delle speranze. I sogni si avverano ed ecco quelli di Serafini, con ironia e leggerezza, vengono assorbiti dalle sue opere, facendogli ritrovare le sue radici e divenendo così uno degli "artisti-in essere" più contemporanei, al contempo etereo, e concreto.

CODEX PHANTASIOSUS - Leit motiv della produzione di Serafini sono gli uccelli, galline, polli, pulcini e rondini, le uova, la maschera. I temi da lui affrontati vanno dalla religiosità alla storia, dalla politica al sesso, dalla mitologia alla vita comune. Una quotidianità distorta dai labirinti del pensiero umano, una natura ammazzata dal fagocitare disumano di queste creature bipedi che si considerano superiori per aver colonizzato la Terra. Senza pietà Serafini "spara" sul sistema malato, ma sempre con quel tocco naive e giocoso che si addice al Luna Park, ove s'incontrano esseri mutanti, come nel Codex Seraphinianus, mirabolante trasformazione di una coppia, colta nell'atto sessuale, che diviene un unico coccodrillo. Oltre l'Alfa e l'Omega, creando un proprio linguaggio, oppure moltiplicando le possibilità date, Luigi dà vita alle sue piante officinali, medicamenti per la "sragione", parole di sapone da tradurre seguendo il codex delle istruzioni o da giostrare a piacimento, sfogando la fantasia.