Il linguaggio della vita

Julius Bissier, fra taoismo zen, necessità interiore e leggerezza dell'essere

Alla Galleria Lorenzelli Arte (Corso Buenos Aires, 2) è in corso una mostra su Julius Bissier, pittore tedesco classe 1893, che durerà fino al 10 novembre. Il pittore riprende in maniera del tutto personale la tematica della scuola di Kandinsky della necessità interiore, per una pittura semplice ma direttamente in linea con il classico "lo spirituale nell'arte" del maestro russo.

TAOISMO ZEN - L'artista ha lavorato molto con l'inchiostro a china e riprende il tema millenario e orientale del segno, il segno come scrittura, il segno come simbolo, un segno di getto che nella sua connotazione più orientale è a inchiostro nero, ma che poi nella sua variazione espressiva diventa policromatico. E così questo segno rapido e istintivo, di chiara matrice espressionistica orientale, diventa un occhio per una variante espressiva tutta personale. Non a caso il pittore si è molto interessato alla mitologia e alla spiritualità espressiva del taoismo zen.

NECESSITA' INTERIORE E LEGGEREZZA DELL'ESSERE - Si notano l'appartenenza del pittore e le sue origini legate alla scuola di Kandisky, per cui ogni segno, punto o linea provengono dalla necessità interiore. E la più profonda e spirituale ricerca di Bissier sta proprio nel trovare la sottile distinzione tra la necessità interiore e la volontà individuale. Il tutto all'insegna di un'estrema semplicità dove un semplice pezzo di tela con qualche pennellata di acquarello o di inchiostro a china diventa un'opera d'arte. E' questa l'arte che va oltre la tecnica, oltre il sapere accedemico per incontrare se stessa.

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