Il cavaliere in nero

Inaugura il 2 Ottobre, al Poldi Pezzoli, la mostra sul vestiario del XVI secolo

Il cavaliere in nero. L'immagine del gentiluomo nel Cinquecento, inaugura domenica 2 Ottobre al Museo Poldi Pezzoli dove rimarrà fino al 15 Gennaio.

Grazie alle tele di Giovan Battista Moroni (1520-1579) verremo proiettati in un viaggio pittorico-vestiario intorno al XVI secolo. Il nome della mostra prende spunto da un dipinto del 1567, in cui l'artista bergamasco ha ritratto un uomo sui trent'anni, elegante e appartenente ad una classe agiata: berretta piumata, mantello e spada tipici in un gentiluomo dell'epoca. Il nero era solito essere indossato da mercanti, medici e dottori in legge, come racconta il "Libro del sarto", appartenuto alla bottega dell'artigiano milanese Gian Giacomo del Conte, coetaneo del Moroni, ed esposto con altri quattro dipinti e un abito maschile di inizio '600. Abito nero anche per "Il Sarto", sempre del Moroni, prestato per l'occasione dalla National Gallery, in cui è raffigurato un artigiano con forbici e tessuto. La connotazione psicologica è forte ed è tipica della produzione pittorica dell'esilio albinese del Moroni, quando egli si ritirò nella sua terra dopo aver girovagato fra Trento e Bergamo. Gli altri due ritratti, quello di Massimiliano II Stampa e di Filippo II, dipinti dalla cremonese Sofonisba Anguissola (1530-1625), riconfermano un'attenzione ai particolari delle vesti, sicuramente approfondita nei manuali sartoriali dell'epoca. E ancora opulenza e prestigio nell'abito nero della regina Elisabetta I Tudor, ritratta da Quentin Metsys il Giovane (1543-1589).