I musicisti visti da Gianni Maimeri

Ritratti fra il 1911 e il 1946, mostra stabile al Teatro dal Verme

IL GESTO MUSICALE - Il Teatro dal Verme, storica sede di concerti di alto livello, dalla musica classica al jazz, ha da molto tempo aperto le porte anche all'arte visiva, con interessanti mostre fotografiche e pittoriche. Il Teatro ospita nel foyer la mostra stabile I musicisti visti da Gianni Maimeri, ritratti fra il 1911 e il 1946. Si tratta di una bella e originale collezione privata di disegni del pittore Gianni Maimeri che, dopo essere stata esposta con successo in Italia e all'estero, è tornata ad essere visibile al grande pubblico milanese. Girovagando tra i disegni a matita, carboncino, sanguigna o pastello bianco, si possono incontrare i più grandi esponenti delle vivaci stagioni musicali milanesi fra le due guerre. Quello fu il periodo d'oro in cui nelle sale della città si alternavano nomi oggi entrati nel mito: da Horowitz a Menhuin, da Rubinstein a Prokofiev, da Gieseking a Fisher, passando per i nostri Toscanini, Mascagni, Pizzetti, De Sabata, Casella. Nei gesti dei musicisti si ritrova quel guizzo geniale che li ha portati a regalare emozioni ancora ai giorni nostri. Una piccola smorfia, uno sguardo acuto, un gesto repentino e un po' folle... tutto l'insieme della fisicità musicale viene spirgionato dalle opere di Maimeri.

GIANNI MAIMERI - (1884 – 1951), pittore milanese oltre che fondatore dell'omonima azienda di colori e materiali per le Belle Arti, era un appassionato di musica e assiduo frequentatore delle sale concertistiche milanesi e del Teatro alla Scala. Era in questi luoghi che l'artista traeva ispirazione e imprimeva nella sua memoria il gesto del direttore d'orchestra, del pianista, del violinista per poi riportare sul foglio il ricordo filtrato dalla sua sensibilità artistica. Attraverso il segno rapido ed incisivo Maimeri coglie "nel gesto dei musicisti le analogie tra quei gesti e l'evocazione dei sentimenti che fluivano dalle armonie musicali". Questi ritratti musicali non sono, allora, "l'illustrazione giornalistica del personaggio", ma, come dice il critico Raffaele De Grada, una riflessione dell'artista "sull'uomo o la donna che schiudono quei suoni alla nostra ammirazione e commozione". Maimeri coglie, infatti, i musicisti nel momento specifico dell'esecuzione, nello sforzo fisico ed emotivo dell'interpretazione. Ecco, allora, il coinvolgimento composto di Rubinstein e Prokofiev, quello più appassionato di Stravinskij e di Menuhin o, ancora, quello più goffo di Wanda Landowska, la signora del clavicembalo.