I flussi ai limiti dell'essere di Lucio Fontana

Come sintesi del gesto artistico, i suoi "Tagli" sono atti creativi di ribellione

Prima di qualunque intenzione, prima di ogni interpretazione, e certamente prima di qualsiasi rappresentazione, c'è il gesto. La purezza ineguagliabile di Lucio Fontana, che si legga nelle sue tele un taglio, un oltraggio, una prospettiva spaziale o un buco nero cosmico, sta innanzitutto nell'estremo lindore al quale sa approdare la sua riflessione.

SINTESI DEL GESTO ARTISTICO - Quel gesto, ai limiti dell'istinto (ai tempi si parlò subito di action painting) e al contempo vertice di astrazione (niente è più lontano dalla semplice mimesi della realtà), è l'insegna più chiara e distinta dell'atto creativo in sé. Una ribellione innanzitutto ai propri e altrui schemi – ammassati nei pori di quella tela piatta e monocolore che le opere giovanili liberavano in volute sottili e disordinate – che immediatamente dopo sa accendersi di intenzione tracciando un orizzonte, una direzione del tratto, ritrovandosi ad esprimere una visione della realtà: è questo il meccanismo che l'artista ripete dai tempi delle caverne e che Fontana sintetizza, con una limpidezza da filosofo e una tensione da visionario, nel suo più maturo atto artistico: il taglio.

FLUSSI AI LIMITI DELL'ESSERE - In questo piccolo excursus (Galleria il Castello - dal 22 marzo al 26 maggio) dove trovano spazio, accanto alle celeberrime Attese, anche dei Teatrini e opere dellìimmediato dopoguerra, Fontana rivive dalle sue espressioni più inquiete a quelle ultime e definitive, come l'emblema di una creazione – e dunque un universo – in piena scissione: ma soprattutto di quello slancio e insieme quella paura che entrano ed escono senza sosta da quella misteriosa apertura.