I Bagni Misteriosi di De Chirico

Un gioioso enigma si cela dietro all'opera in Parco Sempione. Giorgio De Chirico voleva regalare il suo bel mare a Milano

Due nuotatori, un cigno, una palla, una cabina, un trampolino e una fonte in pietra di Vicenza... cosa ci fanno codesti elementi al'interno del Parco Sempione? Sono i Bagni Misteriosi che Giorgio De Chirico realizzò e che verranno restaurati grazie alla sponsorizzazione tecnica della MAPEI spa.

ARTE RESTITUITA ALLA CITTA' - A dare l'annuncio è stato l'assessore Vittorio Sgarbi, il 26 ottobre, alla presentazione della mostra che la Triennale dedica agli Anni Settanta. "L'opera sarà finalmente restaurata e restituita alla città e ci auguriamo che i lavori possano concludersi entro l'arco di apertura della mostra – queste le parole dell'assessore alla Cultura – è previsto il ricollocamento nella sede originaria di un elemento della fontana: una scultura a forma di pesce conservata alla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico che, non soggetta alle intemperie, ha potuto mantenere i colori originali". L'opera, su progetto di Giorgio De Chirico, fu realizzata dall'ingegenr Giulio Macchi nel 1973 in occasione della mostra Contatto Arte/Città, per la XV Triennale di Milano. La scultura è composta da vari elementi: due nuotatori, un cigno, una palla, una cabina, un trampolino e una fonte in pietra di Vicenza. Il fondo, circoscritto da un profilo curvilineo, è completato da una trama pittorica che simula il fluire di onde in una corrente. Le condizioni ambientali hanno poi fatto in modo che i bagni si deteriorassero.

GIOIOSO ENIGMA - Se de Chirico è un costruttore di enigmi, e se in ogni sua opera ha nascosto, in un dedalo di oggetti, una strada segreta da individuare per capire il suo messaggio sublime, i Bagni Misteriosi sono il suo enigma più facile e insieme più gioioso. Cresciuto a Volos, fra due fiumi, l'Anavros a est, (in cui Jasone perse il sandalo dando così inizio alla saga degli Argonauti), e il Cravsidon a ovest, riteneva il suo mare il più bello al mondo. Così, quando gli fu proposto di costruire un monumento per l'inaugurazione della Triennale di Milano, nel 1973, si ripropose di regalare alla città un angolino delle sue memorie di bambino, uno scorcio di quel mare e di quella spiaggia che proprio a Milano mancano.

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